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Ciao a tutti.
Torniamo a parlare di felicità.
C’e n’è  poca, in giro… parrebbe….Ma io non voglio credere al tono catastrofico e drammatico di giornali e telegiornali… Preferisco pensare al silenzio della foresta che cresce piuttosto che al fragore di un albero che si schianta… anche se gli alberi che cadono cominciano a essere un po’ troppi…

LA DECIMA REGOLA: LA FEDE 

Credo  sia impossibile negare che la felicità rivesta un aspetto prioritario nella vita di ognuno di noi. Cercare un aspetto positivo in ogni situazione difficile, usare il potere del corpo con esercizio fisico e dieta, applicare la regola del “vivere l’attimo”, il lavorio sull’immagine di sè, la ricerca degli scopi e l’uso dell’umorismo possono già aver ampliato lo spettro di miglioramento dell’esistenza.
Se a tutto questo aggiungiamo i concetti di perdono, di dare…
se abbiamo già iniziato a fare ogni sforzo per migliorare le relazioni con il prossimo, allora siamo pronti per l’ultima regola, che ci spalanca le porte della felicità dopo averne aperto un pezzetto alla volta: la fede.
Tutte le regole che precedono, in effetti,non fanno altro che predisporci a un benesere fisico e a un entusiasmo indispensabili per vivere una vita felice.
Le regole della felicità non ci possono garantire dalla sofferenza e dalla morte. Queste appartengono alla natura umana e quando si presentano noi sappiamo che abbiamo come risorsa la regola aurea, della felicità: quella dove sono i nostri atteggiamenti e le nostre opinioni, non le circostanze, a determinare i nostri sentimenti.

Tutte le più grandi religioni hanno in comune la credenza che, sebbene il corpo muoia, lo spirito continui a vivere, e che, in un altro luogo e in un altro tempo, ci riuniremo ai nostri cari.

Ora, se crediamo che la morte sia una separazione completa e definitiva, il suo impatto può essere devastante, ma se crediamo che la separazione sia soltanto temporanea e che l’anima continui a vivere, allora la morte diviene meno dolorosa da sopportare. Certo, anche una separazione temporanea può essere difficile da affrontare ma ciò che è importante è la strada che si percorre per “venire  a patti” col proprio dolore, rivedendo il proprio personale sistema di  credenze. Spesso l’ansia e le paure dominano la nostra vita, in ogni piega della giornata. Pare ci sia sempre un buon motivo per stare in ansia: la propria salute, le scadenze lavorative… o di studio, i conti da pagare.

Poi, di fronte alla morte di una persona cara, tutto perde significato. Si ridimensiona nella sua gravità.

Ecco, la fede, una certa quantità di fede, è tutto quanto ci occorre per sopravvivere, se non proprio per essere felici. Non ci rendiamo bene conto di questo ma basta scavare appena un pochino, per capire. Qualsiasi automobilista, ad esempio, dovrebbe porsi alcune domande del tipo: La mia auto è sicura? L’ho fatta appena vedere da un meccanico. Come faccio a sapere che l’ha revisionata per bene? Non sono sicuro ma…spero di sì. Chi mi assicura che non farò incidenti? Faccio attenzione. Potrebbero esserci altri automobilisti che mi vengono addosso. Anche gli altri guidano bene…
Insomma, se non ho una certa fiducia… (in chi ha fabbricato e revisionato l’auto, negli altri guidatori e in me stesso) non potrei mai guidare un’auto. E rovesciando la questione sull’esistenza, si riesce a immaginare quanta fede sarà necessaria per vivere, se non si vuole vivere nell’ansia e nella paura? Ma vi è una fede di cui abbiamo più bisogno di ogni altra cosa al mondo. La fede in Dio, in un Potere Superiore, in una Forza Universale, non importa come la chiamiamo. E, se non si può affermare che non sia possibile essere felici senza questa fede, ciò che si vuole sottolineare è che

SENZA LA FEDE E’ DIFFICILE RAGGIUNGERE UNA FELICITA’ DUREVOLE. 

La fede è la roccia su cui è costruita la felicità durevole: essa trionfa su ogni avversità, e infonde speranza e coraggio in coloro che la coltivano. Non credo che sia necessario fare citazioni o tirare in ballo la Bibbia per capire che senza la fede in un Potere Superiore l’esistenza sarebbe gravata dal dubbio, dalla preoccupazione, dall’ansia e dalla paura. E anche gli studi psicologici hanno dimostrato che coloro che sono animati da una profonda fede religiosa sono meno soggetti alla depressione e a tutti i disturbi legati allo stress, e riescono ad affrontare meglio le perdite.

Scrive  Carl Jung in   L’uomo moderno in cerca dell’anima:

Tra tutti i miei pazienti che si trovano nella seconda metà della vita, – che cioè hanno superato i trentacinque anni – non ne ho incontrato neppure uno il cui problema, in ultima analisi, non consistesse nell’elaborare una visione religiosa della vita. Posso affermare con certezza che ciascuno di loro si ammalò perché aveva perduto ciò che le religioni di ogni epoca hanno sempre dato ai loro fedeli, e che nessuno di loro guarì veramente finché non riconquistò la propria visione religiosa.

Chiaramente  qualcuno può non essere d’accordo con questa affermazione: tantissime persone affermano di non credere che esista Dio. A dispetto della ragionevolezza. Guardare alla meravigliosa complessità del corpo umano, alla fantastica organizzazione e precisione della Natura senza porsi domande sulle straordinarie capacità del progettista. E’ un po’ come guardare un grattacielo o un transatlantico: In milioni di anni si sono formate le particelle di legno, metallo e plastica e chissà quante sostanze chimiche fuse insieme che li compongono, ma si vede chiaramente che sono stati progettati. E quindi deve esserci stato un progettista.
A RIGOR DI LOGICA.

E, se a questo punto la domanda cruciale è : “Ma allora, perché esiste tanta infelicità al mondo?   La risposta più ovvia è: perchè il mondo non conosce le Regole della felicità.

Se ognuno ha il potere di creare la propria felicità, chi ha il potere di creare quella di chiunque altro?

CIASCUNO DI NOI E’ RESPONSABILE DELLA PROPRIA FELICITA’.

Se siamo infelici, è a causa dei nostri pensieri, e delle nostre azioni. Non è opera di Dio.

C’è una sola persona che può renderci felici o infelici, e quella persona siamo noi.

La fede è qualcosa che ciascuno di noi deve raggiungere da solo.  Ma se cerchiamo la verità, alla fine, la troveremo. E talvolta, quando ci sentiamo maggiormente confusi e sperduti, accade qualcosa che tocca la nostra anima. Un piccolo miracolo. Un esempio? Cadere in un blog che vorrebbe accarezzare l’anima con …le 10 regole della Felicità.