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Ciao a tutti.
Prima di cominciare, una dichiarazione: Vi voglio bene…
Penso  ai tantissimi miei lettori in fremente attesa di leggere  tutte le famosissime regole della felicità di Adam J. Jackson. E li capisco. Ogni regola è di per sè una piccola chiave d’oro che conduce alla felicità, ma ognuno sa qual’è la serratura giusta per lui. Chissà se questa è quella buona.

LA NONA REGOLA: LE RELAZIONI

La vita di tanti è regolata dai ritmi frenetici del lavoro, puntellata dallo stress e dalle preoccupazioni, costellata di ansie e difficoltà. Si è così “ingoiati” da questa macchina demolitrice  che quando anche lo si comprende tirarsene fuori appare impossibile. Ci si isola, qualcuno cerca “vie alternative” per riuscire a reggere il peso dell’esistenza. C’è chi cerca il sollievo di una bottiglia, chi “si fa” di cocaina…. con l’esito più scontato di una volontaria e colpevole  autodistruzione che distrugge a sua volta tutto quello che c’è intorno come averi e sogni, amicizie e famiglia.
Lo so,  si fa fatica a credere che persone operose e stimate abbiano potuto perdere tutto quello che avevano  a causa di preoccupazioni e tensioni esistenziali, distrutte da una disperata infelicità  e solitudine. Incapaci di ammettere le loro fragilità e il loro bisogno di aiuto e sostegno umano si sono attaccati al collo di una bottiglia per dimenticare. E quella, invece di tenerli a galla ,come un’ancora li ha tirati sul fondo.
Eppure….

Lo sapevate che… anche in Italia ci sono gruppi che offrono aiuto alle persone in difficoltà (da alcol)  tipo gli  ALCOLISTI ANONIMI?
Perchè vi parlo di questo? Perchè il lavoro fatto dai gruppi A.A. evidenzia molto bene l’importanza delle relazioni.  L’importanza di un’accoglienza amichevole da parte di persone che offrono la loro compagnia e il loro ascolto senza criticare o giudicare.
Relazioni amorevoli e incondizionate che riescono a riempie una vita completamente svuotata di significati.
Tutti abbiamo bisogno di parlare, di comunicare, di sentirci benvoluti e accettati, di sapere che gli altri hanno bisogno di noi,

PERCHE’ TUTTI NOI ABBIAMO BISOGNO GLI UNI DEGLI ALTRI.


La cosa che trovo straordinaria è che questo “miracolo”  accade solo in virtù dell’umanità che ognuno ha in sè e  si estrinseca quando tante “umanità” guarite  o in via di guarigione condividono le loro esperienze per operare, a loro volta, nuove guarigioni. Il potere taumaturgico di un gruppo di sconosciuti riesce spesso là dove amicizie perdute e famiglie infrante hanno fallito. In questo post desidero quindi porre l’accento sull’enorme potere delle relazioni interpersonali, perchè la qualità della nostra vita è la qualità delle relazioni.

La felicità nasce in primo luogo dalla  nostra relazione con noi stessi, ma anche dall’amicizia e dall’amore che caratterizzano le nostre relazioni con gli altri.

Ammettiamolo: Non c’è gusto a fare  le cose solo per noi stessi. Se non c’è qualcuno con cui condividerle. I momenti belli diventano bellissimi e quelli brutti…. più tollerabili.
Facciamo quest’esperienza continuamente. Anche solo parlare dei nostri problemi con qualcuno disposto ad ascoltarli…. li ridimensiona, e, in qualche modo, dopo, non ci sembrano più così gravi.
Tenere per sè  i propri problemi, le proprie angosce, ci fa diventare più ansiosi e preoccupati, depressi e …infelici. La mente li gonfia oltre il reale, fino a farci sentire sopraffatti e impotenti.
Non solo “due teste sono meglio di una”  perchè raddoppia  la capacità di ragionare su una soluzione  ma anche perchè il processo di condivisione delle difficoltà contribuisce ad alleviarle.

Le relazioni arricchiscono la vita, moltiplicano le gioie e dimezzano i dolori.  Chi trova difficile intrattenere rapporti con gli altri invariabilmente troverà difficile anche la vita.

Per fortuna, IL PASSATO NON E’ IL FUTURO, cioè, quello che accaduto ieri non  vuol dire  che debba accadere anche domani: Se in passato  si è  affrontato il problema in modo sbagliato, questo non vuol dire che la cosa debba persistere.
Un primo passo potrebbe essere quello di cercare di guardare gli altri con occhi nuovi.
Sì. con uno sguardo diretto, aperto e onesto. Tendendo una mano ferma che trasmetta fiducia e con uno spirito pronto ad ascoltare, interessato all’altro.
Insomma, applicare agli altri gli stessi atteggiamenti e comportamenti che vorremmo per noi stessi. Bisogna fare lo sforzo intellettuale e di cuore di accettare gli altri per come sono, concentrandoci sulle loro qualità positive e degne di ammirazione piuttosto che sui difetti e le manchevolezze.  Ricordate la settima regola? Il perdono? Senza la capacità di saper perdonare daremmo un colpo mortale alla nostra felicità, perchè finiremmo inevitabilmente soli e amareggiati.
Quando attribuiamo un valore alle nostre relazioni automaticamente trattiamo gli altri in maniera diversa, e questo vuol dire che LI TRATTIAMO MEGLIO.
Ergo…. se trattiamo bene gli altri, anche loro tenderanno a fare altrettanto con noi.

Certo, problemi e disaccordi possono nascere in qualsiasi rapporto, creando invisibili divisori.
Come fare allora per cambiare e impedire che queste pareti trasparenti ma impermeabili si sollevino tra noi e gli altri?
Proviamo a immaginare come cambieremmo noi nei nostri rapporti se trattassimo tutti (amici, colleghi, famiglia  e estranei) COME SE QUELLA FOSSE L’ULTIMA VOLTA CHE LI SI VEDE.
Saremmo ancora capaci di accomiatarci da loro senza un abbraccio, un bacio, una stretta di mano? Non cercheremmo in tutti i modo di rendere memorabili i momenti trascorsi accanto a loro? Non faremmo tutto il possibile per evitare separazioni all’ombra di sentimenti negativi? Chissà quanta amarezza ci ha lasciato nel cuore una separazione litigata e definitiva. E forse sarebbe bastato un chiarimento, qualche parola di scusa, un gesto gentile.
La cronaca è piena di persone che non danno valore alle proprie relazioni, che antepongono se stesse, il denaro, la carriera e il successo personale a famiglia  e amici, con l’unico risultato di perdere tutto.

Chi sacrifica le proprie relazioni a causa del denaro, del potere, delle proprie ambizioni sacrifica, senza rendersene conto, anche la propria felicità.

Compiti a casa: Abbracciare familiari e parenti a volontà. Prendere qualche goccia di gentilezza con colleghi di lavoro e vicini di casa tre volte al dì. Sorridere al bisogno.

Comincio io.

http://www.alcolistianonimiitalia.it/faq_aa.pdf