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Ciao a tutti..

Devo ammettere che  parlare delle Regole della Felicità mi fa bene. Mi fa riflettere su molte cose, alcune delle quali già conoscevo ma che non “avevo inquadrato” con esattezza.
Soprattutto non avevo mai notato come, anche per questioni prettamente  emozionali, riguardanti la sfera dell’anima e dello spirito  si possano applicare regole …”algebriche”.
Ma… Andiamo per ordine. Parliamo oggi de

La sesta Regola

L’umorismo

Parlando di felicità, delle sensazioni e dei sentimenti che l’alimentano, sappiamo, per esperienza che

QUANDO SI E’ FELICI, SI RIDE, SI SORRIDE.

Non per niente, vedere persone sorridenti, allegre, dà l’idea che siano felici. Tralasciando chi “finge” contentezza, per i motivi più svariati, un volto sorridente ci rasserena perchè a sua volta trasmette  felicità.
E lo sappiamo tutti, il miglior modo per superare la maggior parte delle situazioni stressanti sarebbe proprio quello di non dar loro troppa importanza e di riderci su.
Neppure fosse facile. Soprattutto adesso, in cui le difficoltà economiche e di relazioni stanno mettendo allo scoperto debolezze e fragilità umane.

Come fare, allora?
con uno sforzo di volontà che, per qualcuno più grande, per altri più piccolo, è sempre  utile tentare. Si tratta di spostare il punto di vista. Di provare a guardare non solo quello che si è perso ma ciò che è rimasto. A partire dalla propria vita, dai propri sensi. Certo, pare una follia additare a qualcuno che ha perso tutti i suoi averi, una splendida giornata di sole, o la sua salute e le sue facoltà… fisiche e/o intellettuali che siano. Ma, ancora una volta, si tratta di valutare le circostanze nella loro giusta prospettiva, perchè spesso è proprio questa la causa della nostra infelicità.

Un primo passo in questa direzione può  far evitare sbagli irreparabili e ridimensionare i problemi fino a renderli solvibili.

Chiaramente, la sola regola dell’umorismo non è una risposta esauriente a tutte le catastrofi che possono sconvolgere la nostra vita, ma offre una via d’uscita praticabile a molti problemi, di primo acchito, insormontabili.
Abbiamo tutti molto da imparare su noi stessi e sulla vita – l’importanza della fede, dell’atteggiamento, della salute fisica, del perdono, delle relazioni, – ma il POTERE DELL’UMORISMO, è spesso una delle lezioni più importanti e … trascurate.
Lo ammetto. Anch’io sono una persona che si prende sempre troppo maledettamente sul serio, e sarà per questo che rido poco.(Anche se quando lo faccio, mio marito dice che ho un sorriso…irresistibile…) E, con questa battuta,  almeno farò ridere tutti quelli che mi conoscono…(n.d.r.)

NON E’ FACILE ESSERE FELICI SE NON SI RIDE MAI.

Di solito cioè, ridiamo più spesso e prendiamo le cose alla leggera quando siamo felici e non COME MEZZO PER ESSERE FELICI.
Trascuriamo il fatto che

IL RISO
E’ UN PRODOTTO DELLA FELICITA’
MA E’ ANCHE UN ATTO CHE PRODUCE FELICITA’.

Eppure  è dimostrato scientificamente che quando ridiamo il nostro cervello libera sostanze chimiche che generano euforia  e abbassano i livelli di adrenalina e cortisone nel sangue rendendoci meno ansiosi e preoccupati.

Il potere dell’umorismo aiuta a combattere la tristezza e insieme alle altre regole della felicità, contribuisce a creare una

FELICITA’ DUREVOLE.

Ridere migliora le capacità di concentrazione e aumenta le nostre abilità nel risolvere problemi di natura intellettuale. Anche se sembra impossibile e difficilissimo da comprendere e accettare,

ridere quando si hanno problemi da risolvere,
AIUTA NELLA LORO RISOLUZIONE.

BISOGNA TROVARE QUALCOSA DI CUI RIDERE. Scegliere i pensieri su cui focalizzare l’attenzione. CERCARE IL LATO COMICO DELLA SITUAZIONE.

Farsi domande del tipo:
Qual’è il lato comico della situazione?
Quale potrebbe essere il lato  comico?
Si tratta solo di trovarlo, o di trovare qualcos’ altro che lo sia, perchè,  riuscire a ridere, spesso significa aver vinto metà della battaglia.

Non di tutto si può ridere, naturalmente, ma nella maggior parte dei casi è possibile, e ciò che conta è sapere che

RIUSCIAMO A VEDERE IL LATO COMICO SOLO SE LO CERCHIAMO.

Fronteggiare le sfide dell’esistenza con senso umoristico ci consentirà senz’altro di poter godere di una felicità maggiore nella nostra vita.
E quando lo stress compare, pronto a mangiarci vivi, proviamo ad applicare la

 FORMULA ANTI STRESS IN 2…. FRASI. 

La prima: NON PREOCCUPARTI DELLE PICCOLE COSE.

La seconda: RICORDA, LA MAGGIOR PARTE DELLE COSE DELLA VITA E’ PICCOLA!

Riporto qui alcune perle di saggezza tratte dalla lettera di un’ottuagenaria affetta dal cancro da diversi anni:

Se potessi rivivere nuovamente la mia vita, cercherei di commettere più errori questa volta. Non sarei così perfetta. Mi rilasserei di più. Mi scioglierei. Sarei più sciocca di quanto non sia stata durante questo viaggio. In realtà sono ben poche le cose che prenderei sul serio. Sarei più pazza. Sarei meno igienista.
Coglierei più opportunità. Viaggerei di più. Scalerei più montagne, traverserei a nuoto più fiumi, visiterei più luoghi in cui non sono mai stata. Mangerei più gelati e meno fagioli. Avrei più problemi reali ma meno problemi immaginari! Vedi, io ero una di quelle persone che vivono circondandosi di precauzioni, in maniera sana e sensata, ora dopo ora, giorno dopo giorno. Oh, ho avuto anch’io i miei attimi di follia e, se potessi ricominciare da capo, ne avrei di più, attimo dopo attimo.
Sono stata una di quelle persone che non vanno mai da nessuna parte senza un termometro, una borsa d’acqua calda, un colluttorio, un impermeabile e un paracadute.Se potessi ricominciare da capo, questa volta viaggerei leggera.
Se potessi ricominciare da capo, inizierei a girare a piedi nudi più presto in primavera, e smetterei più tardi in autunno.
Salirei su più giostre, guarderei più albe, giocherei più con i bambini, se potessi rivivere nuovamente la mia vita.
Ma, vedi, non posso.

E in questo “non posso” è racchiusa tutta l’ineluttabilità della nostra esistenza. La sua realtà inconfutabile. La sua  UNICITA’. Cercare di essere felici è un dovere, un impegno, un compito da vivere per non lasciarsi portare via la speranza e il futuro.

E, a latere, mio commento:  Non vi pare buffo come il nostro Creatore  amante del bello e del buono con armonie e colori, con aromi e piacevolezze di varia natura abbia dato agli uomini una medicina così frivola come il riso?
Tutti conoscono il proverbio che “il riso fa buon sangue”, oppure  “ridi che ti passa”…  Chissà… Magari d’ora in poi, pensando anche a me… vi scapperà una risata…

In fondo  “è meglio far ridere che far pietà…..”