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Le Regole della Felicità  4 L’immagine di sé

Ciao a tutti..

Immagino con quanto interesse i miei amici e lettori attendono di leggere queste piccole perle di saggezza individuate da A. Jackson.

Io lo so. Sono cose che sappiamo già tutti. Questi appunti servono soprattutto per  farci”mente locale” e io li pubblico soprattutto perchè desidero proprio con tutto il cuore che il mio spaces sia, per chi ci viene, un cuscino morbido e confortevole dove posare la testa quando la testa fa male, il cuore piange e la solitudine scava un solco nero sulla pelle che pare impossibile da cancellare.

Le regole della felicità non sono miracolose. Suggeriscono delle strategie da mettere in atto per resistere agli attacchi della vita moderna. Io ormai sono abbastanza  “stagionata” e, se devo dire la verità, nonostante “il grugno” che mi ritrovo sulla faccia più spesso di quanto sarebbe lecito, rileggendo larghe pagine della mia vita ho trovato infiniti momenti di felicità. Proprio applicando la regola dell’atteggiamento ho scovato tra le pieghe della memoria  momenti che non erano stati  “contrassegnati ” da una o più stelline come momenti felici. Così ne ho trovati di abbandonati, di sepolti, di rinnegati. Ho trovato attimi di felicità anche nel dolore di una perdita, di un abbandono. E’ un dono anche questo, secondo me. Perchè non soltanto attenua il senso della sconfitta ma ti consegna la chiave di una svolta, di una rinascita.

La mia mente è stata abilissima a incorniciare le sofferenze e le solitudini, a farmi sentire spesso una vittima indifesa e fragile. In realtà ogni volta sono riuscita a risollevarmi, a ripartire.

Soprattutto ho trovato molte risposte. E una pace, una serenità che non credevo possibile e che vedo raramente intorno a me. Ma questa è un’altra storia.

LA QUARTA REGOLA

L’IMMAGINE DI SE’

Penso che si potrebbe stare qui delle ore a parlare e a discutere su qualcuno che conosciamo, ma per molti, per la maggior parte di noi basterebbero due parole per parlare di se stessi. E il più delle volte in modo fallace, erroneo. Perchè, nostro malgrado, noi siamo molto influenzati nell’opinione che abbiamo di noi stessi dall’opinione degli altri su di noi. In un certo senso diventiamo come gli altri ci vedono, ma questo è ingiusto nei confronti del nostro “vero io” .

UN UOMO, UNA DONNA, E’ CIO’ CHE IN FONDO AL CUORE CREDE DI ESSERE.

Senza condizionamenti.  Ciò che rende vecchia una persona non è la sua età ma la sua mente. Noi siamo vecchi solo nella misura in cui crediamo di esserlo, e scorgere e mettere a frutto i vantaggi e le opportunità della vecchiaia come esperienza e saggezza, è un atteggiamento vantaggioso e proficuo. Per fare questo, però, dobbiamo “rimettere a fuoco”  L’IMMAGINE CHE ABBIAMO DI NOI STESSI. Vale la pena di evidenziare che, molto spesso è un’immagine falsata dalll’opinione degli altri, e alimentata da uno scarso amor proprio che ci lascia insoddisfatti di come siamo. Per l’aspetto fisico, per vari “difetti” che ci vediamo addosso, per certe caratteristiche che non ci piacciono che vediamo su di noi. Ad ogni modo, si scopre che, tutte queste opinioni negative traggono la loro origine dall’infanzia, quando ancora non sappiamo chi e cosa siamo, e

CI FIDIAMO DELLE PERSONE CHE CI CIRCONDANO E CHE DOVREBBERO AMARCI.

L’opinione di noi stessi si plasma su quelle opinioni che, se negative, possono davvero rovinarci la vita.
Allora, una delle prime domande da farsi è:
Chi e cosa sono io?
Quali sono le mie opinioni su me stesso?
Come faccio a sapere con certezza se quelle opinioni sono vere?
Certo, far venire alla luce la consapevolezza della nostra preziosa, rarissima unicità, fa scattare di botto l’autostima. Riflettere sullo specchio distorto dell’immagine altrui su di noi, può aiutarci a cercare di guardare l’immagine vera e non deformata della nostra autentica natura psicologica.
Bisogna evitare l’errore di basarci sugli altri per scoprire chi siamo veramente. Fare una cosa stupida non ci rende degli stupidi. Dire o fare qualcosa di cattivo non ci rende dei “cattivi”.
Vediamo allora

COSA FARE per MODIFICARE L’IMMAGINE NEGATIVA che abbiamo costruito negli anni.

 1) Un primo passo è IDENTIFICARE L’ORIGINE, DI TALI GIUDIZI, acquisirne consapevolezza per rimuoverli.

2)   Poi bisogna creare AFFERMAZIONI POSITIVE rivolte a noi stessi (meglio a voce alta, oppure nell’intimo) che lavorino sulla psiche fino a modificare concretamente l’immagine negativa che vi si annida, del tipo:

Sono un essere umano amorevole, intelligente, unico e irripetibile.

Bisogna cercare di assumere il controllo delle nostre opinioni per assumere il controllo della nostra vita. Certo, più “antica” è l’immagine neativa, più bisognerà lavorarci su per contrastarla. Ripetendola con convinzione ed entusiasmo, scrivendola e leggendola ad ogni opportunità. Ma ne vale la pena.

3) Agire COME L’OPPOSTO DELLA PERSONA CHE SI CREDE DI ESSERE, cioè
fingere di essere ciò che non si è. Lo so, anche a me sembra una “recita”, ma se lo scopo è l’acquisizione di un atteggiamento via via più sicuro di sè  e disinvolto, che fa STARE BENE, perchè no?  Se l’insicurezza e la timidezza la fanno da padrone rovinandoci la vita perchè non cominciare SORRIDENDO ALLA VITA invece di piangere e lamentarsi.

4) Ricercare attivamente  GLI ASPETTI POSITIVI DEL PROPRIO CARATTERE. Cosa mi piace di me stesso? Che cosa sono capace di fare bene? La mente troverà sicuramente le risposte e se non le troverà… se le inventerà. Il cervello escogita sempre una risposta anche se assurda. E se noi gli poniamo domande positive, darà risposte positive. Se nella mia persona ci fosse un lato positivo, quale sarebbe? Quali sono i miei punti di forza? Cosa so fare bene? In quale campo posso dare il mio contributo?

AFFERMAZIONI POSITIVE, AGIRE COME SE, PORSI DOMANDE POSITIVE, sono metodi efficaci per cominciare a modificare i nostri sentimenti nei riguardi di noi stessi.

Non occorrono talento, intelligenza o carattere per criticare gli altri. Quando gli altri sono ostili o scortesi i tratta invariabilmente di un’immagine riflessa del loro spirito tormentato, e non di un’immagine riflessa di noi.

Conoscere noi stessi è il più grande traguardo della nostra esistenza, perchè solo allora siamo veramente liberi dai limiti e dalle restrizioni che gli altri vorrebbero imporci.

LIBERI DI VIVERE COME DOBBIAMO VIVERE: NELLA FELICITA’.

L’ unico modo per vedere se funziona è provare.