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Ciao a tutti.
Come promesso, inizio con questo post, a parlare delle regole della felicità.
Qualcuno potrebbe trovarlo stucchevole, esagerato, perché in tempi come questi, parlare di felicità potrebbe sembrare esagerato.
Come si fa ad essere felici se mancano il lavoro, il denaro o la salute e chissà cos’altro?
Ma la domanda da cento milioni di euro è: vogliamo essere felici, nonostante tutto?
Perché se è vero che la mancanza di lavoro, denaro o salute mettono fortemente alla prova la nostra capacità di resistenza, è anche vero che il cedimento, la rassegnazione e la rinuncia, danno il colpo di grazia al nostro carattere, stroncano la nostra fibra, uccidono la speranza e la combattività.
E poiché io desidero con tutto il cuore che chi passa da qui, trovi davvero una carezza per la sua anima e un abbraccio affettuoso e… concreto, penso che sia ora di parlare di un argomento straordinario ma che è diventato tabù. La felicità.
Non è giusto cancellarla dalla nostra vita perché è indispensabile.
Non è giusto rinunciarvi perché è un diritto vitale, come respirare, nutrirsi, dormire, bere.
Allora, invece di sputare in faccia alla vita e alle sue miserie, proviamo a darle un bacio, a sorriderle.

Introduzione


Essere felice è il desiderio più grande della vita. Quello più condiviso, umanamente riconosciuto.
Eppure la maggior parte delle persone non si sente felice. Non è felice.
Capire perché, superare il problema è tema di questi interventi .
Tutti abbiamo il potere di essere felici, indipendentemente dal nostro lavoro, dal denaro che abbiamo o dove abitiamo grazie alle

REGOLE DELLA FELICITA’

Naturalmente questo non significa vivere in un perenne stato di estasi, perché durante la vita non possiamo evitare momenti di difficoltà, tragedie piccole e grandi, affrontare perdite e distacchi che portano alla tristezza, al lutto, alle delusioni.
Tuttavia esistono dei modi per affrontare queste esperienze e trasformarle, da avversità e sfide, in trionfi.