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Ciao a tutti.

E sereno e felice anno  nuovo.

Torno su queste pagine dopo un periodo abbastanza “intenso e laborioso”. Faticato, direi.

Ma anche denso di soddisfazioni, nonostante una fastidiosa bronchite che mi ha fatto compagnia durante tutto il periodo natalizio, con inserti di raffreddore, tosse e mal di gola.

Non sono ancora perfettamente guarita ma sono tornata al lavoro già la settimana scorsa.

La lunga permanenza casalinga, sebbene un tantino noiosa, è stata assai proficua sotto vari aspetti.

Intanto non ho preso freddo. Ogni tanto è proprio bello godersi il tepore delle pareti domestiche e la calda accoglienza degli ambienti  amati, soprattutto in un periodo così speciale come il Santo Natale.

Non sono stata oziosa. Ho preparato molti “lavoretti” per il mercatino missionario, ho fatto dolcetti, dipinto le mie solite bottiglie per la grappa al corniolo di produzione casalinga…  insomma il lavoro non è mancato.

La forzata clausura mi ha tenuto anche lontana dalle molte e belle manifestazioni  natalizie cui ero abituata e, poiché Palù è un paesino piccolo e senza pretese, soltanto l’albero e il presepe domestici hanno mantenuto vivo lo Spirito del Natale.

Ho cercato come ho potuto di superare i malumori e le insofferenze, che questi tempi di crisi e difficoltà economiche alimentano come un mantice,  con un volontario atteggiamento di positività.

Si dice che “mal comune, mezzo gaudio”, così ho fatto ogni sforzo affinché anche queste festività natalizie potessero essere archiviate nel reparto “giorni felici”.

Come capita a tutti, a inizio anno, anch’io ho fatto un “PROGRAMMA”  per il 2014.

1)      migliorare per quanto mi è possibile e mi compete, i rapporti di amicizia e di lavoro… Non voglio cedere all’imperante menefreghismo e  all’indifferenza  indifferenziata dilagante…  mi faccio punto d’onore di essere ora e per il futuro,  più disponibile e generosa, più attenta e comprensiva

2)      stampare (se non proprio pubblicare) una raccolta di poesie che langue a chiome sparse per il pc,

3)      calare di 7 chili attivando le strategie della “lentezza e dell’avanzo” applicate alla dieta Montignac.

4)      E, perché no? Tornare sul blog e riprendere la via di una scrittura leggera, saggia e rassicurante.

Naturalmente ci sarebbero molti altri impegni da mettere in agenda, ma penso che questi bastino, per incominciare.

Cercare piccoli traguardi, per raggiungere piccoli successi e fare, comunque, qualche passetto di crescita individuale.

Più che mai sento che c’è bisogno di gentilezza, di dolcezza e bei modi.

C’è un desiderio di serenità, di normalità di vera pace interiore. È come se la gente, le persone avessero smesso di desiderare di essere felici.  Come se, essere felici , fosse un premio, un dono, e non uno stato d’animo. Malgrado tutto.

Allora, come primo dono da me a voi, scriverò alcuni post ispirati al libro di  Adam.  J.  Jackson,

LE 10 REGOLE DELLA FELICITA’.

Piccole gemme di saggezza per ricordare a me stessa e condividere con voi che la felicità è un “Qualcosa” che va conquistato, costruito e conservato ogni giorno della vita.

La felicità non è un premio, né un traguardo da raggiungere. Non dipende dal potere, dalla ricchezza o dalla bellezza che si possiede. È una scelta di vita esistenziale opportunamente individuata tra le migliaia di scelte che facciamo ogni giorno. È una virata del pensiero.

Essere felici perché lo si vuole, concretamente, e non in modo utopistico o romanzato.

Voler essere felici perché è per questo che siamo venuti al mondo.

Questi appunti di viaggio non conducono verso un luogo immaginario e fantastico dove “vive la felicità”, ma sono strategie di cammino che conducono la felicità nella nostra vita e la rendono migliore, sensata, gioiosa.