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Il 17 (ma non si può mai dire...)Grazie a Matteo per la Foto…

Buongiorno a tutti.

Torno, dopo tantissimo, tempo su queste pagine.

Niente impegni pressanti. Niente ferie trascorse in giro per il mondo, lontano  dal pc.

 Semplicemente un attacco acuto di pigrizia e una  leggera “dipendenza” da Candy Crash Saga.

Rientrati entrambi dal “richiamo alle armi” dell’autunno.

Chissà, magari più avanti, colpita da un attacco di scrittura, attingerò ai ricordi di quest’estate strampalata e senza  voli.

Scrivo perché,  perfino io, ogni tanto, rimango sconvolta dalla piega che prendono i miei pensieri  a seguito di fatti apparentemente insignificanti.

Stamattina ero sull’autobus che mi conduce al lavoro. Tra i passeggeri c’era una mamma (italiana) con tre bambini di età variabile tra 5, 3 e un anno. La donna era seduta accanto al passeggino del più piccolo, occupando i due sedili ribaltabili mentre le due bimbe più grandi stavano nei due sedili davanti a me.

A metà tragitto, è salita una mamma straniera (indossava un sari). Ha sistemato il passeggino accanto all’altro ed è rimasta in piedi tenendo la figlioletta di 6-7 anni accanto a sé.

Il confronto è  stato inevitabile.

L’educato e rispettoso comportamento della straniera  faceva stridere in modo fastidioso l’atteggiamento dell’altra. Perché è fastidioso vedere,  accanto a tanta gente  in piedi stipata nel corridoio ( tra cui  alcune signore  non più giovani ), una donna che, con tre bambini piccoli, occupa 5 posti.

Non sono affari miei, lo so. Non toccava a me dare alla signora  una lezione di gentilezza e buona educazione.

Ho pensato che nessuno le ha insegnato che, in autobus, si cede il posto primariamente agli anziani e alle donne incinta (per quelli con deficit motorio ci sono i posti RISERVATI – CHE DOVREBBERO RIMANERE LIBERI O CEDUTI, EDUCATAMENTE, AL BISOGNO) . Che i bambini sanno stare in piedi benissimo e che, soprattutto, si occupa UN POSTO SOLO.

 Non è bello costringere qualcuno a chiederti  “E’ libero?” su un autobus o un treno affollati fino al tetto solo perché tu devi far riposare la borsa o lo zaino. O, in certi casi, i piedi.

Ma andiamo oltre.

Quando io sono scesa, è salita in autobus una terza mamma. Con passeggino e bimbo al seguito.

Una donna che è scesa con me (non ho capito subito se esprimeva un pensiero ad alta voce o si rivolgeva  proprio a me) ha mormorato, in vernacolo, stizzita: “ma non vede che non ci sta? Dove vuole andare? Non si può andare in giro così…”.

“Ho già dato.” Le ho detto ridendo, mentre attraversavamo la strada, riferendomi al fatto che certi problemi li ho superati molto, molto tempo fa.

La tipa ha cominciato a parlare dei “passeggini che si chiudevano ad ombrello, che ai suoi tempi era diverso… e bla…bla..bla…”

Mi è rimasto, a pelle, l’astio per quelle difficoltà altrui. La superbia di avere soluzioni a problemi noti.

L’incapacità di uno sguardo comprensivo, materno, saggio.

Fin qui i fatti.

Ripensando poi a “un gruppo di preghierine” che faccio ogni giorno, (quelle di Santa Brigida) in una, nello specifico,  si chiede protezione e salvezza  fisica e spirituale per i consanguinei.

Il pensiero è corso alla mia nonna materna, terziaria francescana Nonna Rina, alla super strafamosa  “Zia Gina” sua sorella, morta in odor di santità e nume tutelare della mia famiglia da sempre.

Quante preghiere furono dette per me, e per i miei genitori prima di me, e per le mie figlie e i miei nipoti (se ne avrò) dopo di me?

Quanto amore fu speso a “a credito” col Signore del mondo da quelle  anime semplici, fedeli e generose che ci hanno preceduto?   Quante sincere preghiere salirono al Padre Nostro  per chiedere aiuto e protezione, benedizioni e grazie  per sé e per tutti?  Specificando bene,  nel dettaglio e nel generico, la destinazione finale di quelle grazie?

Non è dato sapere.

Allora comprendo, se non  tutti , alcuni degli incredibili, innumerevoli e innumerabili benefici avuti durante la mia esistenza. Li vedo. ADESSO LI VEDO.

 E ringrazio. Per ogni cosa. Anche per ciò che non ho capito subito e resterà un mistero.

Ringrazio per essere stata l’oggetto di tanto amore ancor prima di nascere, prima di qualsiasi progetto umano. Solo per quella spirale d’amore ascendente che governa le anime di Dio.

Perché la vita è quello che è. La natura è quello che è.

Solo l’Amore che tutto creò, che tutto ricrea ogni giorno, dalla notte dei tempi,  è il filo d’oro che lega tutti tra noi e tutti noi a Lui, in uno spazio dove il tempo non può nulla.

Considerazioni dell’ultim’ora per mamme e papà, nonni, e zii. Per tutti.

Pregate. Per coloro che amate, che odiate, che vi sono indifferenti. È l’unico modo concreto di fare davvero qualcosa di buono per questo  meraviglioso pianeta e i terrestri.