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Ciao a tutti.

Torno, con carta e penna, ai miei amici di blog.

Prima di tutto, ringrazio di cuore tutti i nuovi abbonati al mio sito e poi “un abbraccio” a tutti i miei lettori… storici.

Non soltanto un affettuoso “benvenuto” ma un caro “ben ritrovati” a tutti.

Finito il periodo feriale, di cui renderò conto, si torna alle attività consuete. Per fortuna.

Io sono un animale abitudinario e, lo ammetto, non sono capace di adeguarmi facilmente alle novità.

Le ferie, ad esempio.

Periodo di relax, di riposo, di ozio.

A cui sono costretta se vado lontano da casa. Ma quest’anno, come l’anno scorso… e due anni fa… ho trascorso le ferie a casa. Due settimane.

Una di lavoro. OK! Lo sapevo. Una riordinata alla casa, ho realizzato dei cuscini nuovi per il divano della mansarda e mi sono fatta un vestito. Insomma, con la macchina da cucire aperta, sono tornati al loro posto Jeans e magliette, capi di vestiario e non, che aspettavano  una sistematina.

La seconda… idem.

Non sono riuscita a convincere la mia “dolce” metà a qualche pomeriggio al lago o in piscina.

Uniche concessioni a Ferragosto (in baita da un’amica) e il 21, ad ArteSella. (Ne scriverò).

Premesso che tornerò sull’argomento, relaziono a Leo, che mi sollecita, sulla mia campagna editoriale.

Come previsto, gli unici libri letti sono quelli che ho regalato.

E questo, lo ammetto, per me è un grande successo. Consapevole del fatto che, per molti, il libro è solo un oggetto da esibire il libreria piuttosto che da godere, sapere che amici e parenti lo hanno letto e lo stanno leggendo (passandosi di mano in mano le poche copie messe a disposizione) mi rallegra e mi …inorgoglisce.

Soprattutto leggere lo stupore negli occhi di chi mi conosce.

“Nooo!!!! Tu scrivi????? Ma dai? Non lo sapevo. Ma che brava!!!! Che bella storia. Ma tu te la sei inventata? Ma che brava!!! Ma sei proprio brava sai!!! Adesso lo sta leggendo…. E se lo stanno passando…”

Va bene. Lo so. Aver regalato le mie copie non ha certo favorito le vendite. Ma i complimenti dei miei lettori ha favorito enormemente il mio amor proprio.

E chi se ne frega delle vendite. (Devi denunciare i profitti sul 730. Una mia amica ha dovuto denunciare guadagni per 1,80 euro (leggasi un euro e ottanta centesimi).

Un bel vivere di letteratura, eh?

Quando le avrò finite… le avrò finite, con mia buona pace.

Io sono una romantica vecchio stampo. I libri sono una cosa sacra e considero gli scrittori una razza di sognatori straordinaria.  Ma la cosa, ho capito, non fa per me.

Mi piace fare troppe cose. Sperimentare. Creare ma anche divertirmi. La stessa attività, fatta per troppo tempo, mi annoia.

Tuttavia mi piace troppo mettermi in gioco. Autosfidarmi.

Soddisfare quel bisogno segreto di essere la più brava.

Bisogno sempre frustrato dall’ammissione che gli altri sono più bravi di me. Ma io ci sono, e questo conta.