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Io sono il mio spirito.

In altre parole: il mio spirito vive nel mio corpo e insieme costituiscono l’entità concreta, razionale pensante e viva definita persona.

Un insieme perfetto di elementi perfettamente integrati e interagenti che da secoli muove l’uomo a interrogarsi e che ha prodotto saperi e conoscenze, ha sviluppato discipline e culture.

Chi sono, perché esisto, qual è il senso della mia, vita sono quesiti che l’essere razionale si è posto fini dalle più avanzate culture.

Le grandi domande sulla vita e la morte, la sofferenza e la malattia, il rapporto spesso conflittuale con la natura e gli altri esseri viventi, la percezione di un Infinito invalicabile, hanno spinto l’uomo in cerca di risposte. Sapere e capire. Trovare un senso. Trovare IL SENSO.

Io ho fatto un mio percorso di vita e di pensiero. Come tutti. Come tanti. Con le stesse domande che mi aiutassero a capire.

Il mio corpo è l’habitat del mio spirito.

Un posto d’incontro dove, entrambi,  possono e devono raggiungere il massimo dell’espansione cosmica.

La vita, in questo senso, diventa lo spazio dato entro cui questa compenetrazione ha la possibilità di crescere, evolversi e autodeterminarsi.

L’anima bambina, creata dall’amore infinito del suo Creatore all’alba dei tempi, attraverso un atto di amore umano viene collocata in un habitat giusto per lei e solo lì, e solo da quel momento inizia la sua crescita, che durerà per tutta l’esistenza terrena.

C’è un collegamento diretto tra la creazione divina e la creazione umana della vita.

Una “simmetria” direi.

Anche Dio, nel suo creare, parte sempre da qualcosa di piccolo, di apparentemente insignificante.

Un seme, un bambino, un gesto, una parola.

Qualcosa di piccolo che grazie alla Verità e all’Amore cresce e si moltiplica.

Tuttavia, questo nostro Spirito, come una vela in mare, se non si mantiene saldo al pennone maestro, Cristo, questa nostra barchetta a remi senza un’ancora, la Fede, è facile preda dei venti e delle intemperie del maligno.

Il principe del mondo non si esime mai dal suo dominio. Nessun bene terreno si sottrae ai suoi strumenti di conquista. Dal suo atterramento esso altro non ha fatto altro che imporre la sua signoria. E quale bene più ambito, quale trofeo più vagheggiato esiste per lui che l’animo umano?

Unico pezzo di cielo prigioniero, per una frazione d’eternità, in un corpo mortale?

Così il nostro Spirito è sempre in battaglia, il nostro habitat sempre a rischio.

Il vento soffia impetuoso allontanando le vele dal porto, spingendo la barchetta alla deriva togliendole il senso del suo esistere, del suo navigare.

Chiedimi allora, qual è il senso della vita.

Il senso della vita è tutto in questa crescita dello Spirito. In questo suo fortificarsi.

Questo spiega, oltre ogni ragionevole dubbio,  il senso della nascita di Cristo, della sua vita e del suo magistero, della sua morte e risurrezione. Il senso della Sua Misericordia.

La sua venuta è stata, una volta per tutte, l’argine al maligno.

Quando Satana, con tutti i suoi demoni, credeva di aver preso definitivamente possesso del Mondo

Dio gli ha opposto Cristo. E’ intervenuto PERSONALMENTE.

S’è fatto Carne  affinché la sua parola, la VERA PAROLA attirasse a Lui, definitivamente, tutte le sue creature.

Cristo è il Difensore del nostro Spirito. Come dice Papa Francesco, il nostro Avvocato.

Lui è venuto affinché le nostre anime, la mia anima, la tua, possano continuare a crescere, attirate da Lui.

Come il seme che, sotterrato, spinto dalla vita, rompe il suo guscio e si protende, virgulto, verso il cielo.

Un fiore, se si è un seme di fiore.

Un’erba se si è un seme di erba. Una quercia se si è un seme di quercia.

Un Eden di anime, nel giardino infinito di Dio.

Fiori e semi e querce seminate per amore.

Per amore destinate a vedere la Luce di Dio.