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Ciao ai miei amici…

Non molto tempo fa ho iniziato, in questo spazio una nuova sezione intitolata Diario per raccontare alcune cose strane che mi sono accadute.
Cose che non ti cambiano la vita ma che, collegate fra loro, assumono un senso. Ti svelano una specie di progetto latente che tu puoi realizzare o meno, ma che è lì. Esiste.
Esiste affinché tu  lo realizzi per essere felice.
Da qualche parte, in questo blog ho parlato della preghiera e della sua utilità.
Di come sia un canale aperto col Cielo che consente di comunicare, se non proprio con Dio, con molte delle creature celesti di cui si circonda.
E ho anche parlato del desiderio. Di come spesso, inconsapevolmente, i desideri che esprimiamo vengono accolti ed esauditi anche quando noi ce ne siamo già perfettamente dimenticati.
Anzi. La maggior parte delle volte quello che si riceve è di gran lunga molto di più di quello che si aveva chiesto.

Tre aneddoti.

La macchina da cucire.

Uno dei primi acquisti che ho fatto quando mi sono sposata è stata la macchina da cucire.
Poiché non ero (e non sono) una sarta mi sono accontentata di una vecchia Necchi, (c’è ancora il bollino dell’Italia con l’Istria)  con motore esterno aggiunto, montata sul suo mobile.
Probabilmente la vecchia proprietaria usava il coperchio come asse da stiro, oppure era stata per parecchio tempo esposta al sole. Sta di fatto che questo mobile era rovinato nella parte superiore.
Con pazienza, a suo tempo, lo avevo completamente rivestito con una pellicola di Boston adesiva tinta legno. Così è stata ed è finora.
Qualche tempo fa decantavo a una delle mie cognate le qualità di robustezza e affidabilità di questo mio gioiellino e lei mi ha detto:
“Guarda, se vuoi, posso darti quello di mia suocera che è ancora bello e a posto…”
Bello? A posto?  Magnifico è dir poco.
Il mobile è nuovo. La macchina dentro, anche lei una Necchi, è più nuova della mia anche senza motore.
Dubbio amletico: Compro un motore nuovo per la macchina avuta in regalo o ci trasloco il vecchio motore? O apro un laboratorio di sartoria in garage? Con lezioni di cucito a poco prezzo?
Perché è abbastanza illogico traslocare la macchina vecchia (a motore) sul mobile nuovo…
Ah! L’abbondanza.
Il manichino.

Ho deciso che voglio cucirmi qualcosa.
Anche solo un paio di tuniche estive, un paio di gonne.
Soprattutto per le tuniche mi serviva un manichino, perché ho un fisico abbastanza particolare e appena si va oltre la maglietta o il golfino tutto diventa stretto, lungo, tira e fa filze.
Su internet ne ho trovati di regolabili in larghezza, ma siamo intorno ai 150 -200 euro. Troppo per me. Un’altra cognata, sarta, mi ha offerto il suo.
“Tanto io non lo uso più.” Mi ha detto.
Tempo due giorni e me lo sono ritrovato a casa.
Ben tenuto. Taglia 46.
Io sono stata una taglia 46 talmente tanto tempo fa che non me lo ricordo più quando, con esattezza.
Hai voglia a dar colpa alle gravidanze, al poco moto.
Lui sta lì, in cameretta, a ricordarmi la forma, più o meno esatta di una donna.
La cosa certa è che su quel manichino non mi ci potrò proprio fare nessun vestito.
Poi…. EurekA!!!!!!!!!!!!!!
L’idea.
Gli faccio indossare una mia guainetta snellente che imbottisco per bene di asciugamani fino a far corrispondere le mie misure con le sue…
Non sarò così masochista da raccontare qui quanti asciugamani ci sono voluti….
Ma con le mie amiche ci abbiamo riso su parecchio….
…. E che non si dica che io non ho il senso dell’umorismo e dell’auto ironia…. Ancora rido, se ci penso…. (meglio far ridere che far pietà……)
Ad ogni modo: Adesso non ho più scuse. Devo solo mettermi al lavoro.

Il PC.

Qualche tempo fa mi sono comprata un portatile.
Ci ho scritto sopra il mio primo libro, ci gioco (lo ammetto), ci gestisco la posta e poco altro.
Tuttavia devo dividerlo con mia figlia. Purtroppo gli orari sono spesso inconciliabili.
Lei lo vuole la sera, quando c’è. Io lo vorrei la sera perché durante il giorno ho mille cose da fare più utili e pertinenti al mio ruolo di mamma, moglie, casalinga, cuoca, sarta, artista, ecc.
Così, la sera,  dopo  il riordino della cucina, troppo stanca per altro, finisco con l’adagiarmi sul divano come una pensionata con ago filo e ditale per piccole riparazioni domestiche.
Di acquistare un altro pc proprio non se ne parla, con questi chiari di luna…
La settimana scorsa, in ufficio,  mi telefona un tecnico HP.
Chiede un appuntamento per venire a sostituirmi il pc aziendale, ormai obsoleto. Io non ho chiesto niente a nessuno e nessuno sa chi ha dato l’ordine. Lunedì mattina alle 8.30 , ben quattro giorni prima dell’appuntamento e con 40 cm di neve dappertutto, ( la nevicata più abbondante dell’inverno) è venuto e ha provveduto alla sostituzione.
Il vecchio PC l’ho riscattato per una cifra bassissima e ieri l’ho portato a casa…
Ultra rapida la procedura per l’assegnazione e l’addebito in busta paga dalle strutture competenti.
Dovrò ancora risolvere qualche problemino relativo alla connessione internet, ma almeno per scrivere va benissimo.
Il prossimo libro nascerà su quella tastiera.

Riflettevo sul fatto che, spesso, esprimiamo desideri senza neppure rendercene conto.
Siamo volubili, incostanti, dispersivi, distratti.
Oggi vogliamo una cosa e domani non più. Indipendentemente dal bisogno reale che ne abbiamo.
Finiamo col desiderare una montagna di cose, perdendo di vista le nostre reali necessità.
Eppure lassù, chi ci ama conosce i nostri bisogni. Quello che ci è necessario per essere felici.
Molte volte ce lo prepara su un vassoio d’oro ma noi, troppo distratti dal nostro volere, voltiamo deliberatamente la testa, distogliamo lo sguardo.
Io sto imparando a desiderare. Cerco di capire se ciò che desidero mi è davvero necessario. È proprio un qualcosa di buono per me e la mia anima.
Credo di poter affermare che, nel tempo, tutti i grandi desideri della mia vita si sono realizzati.
E ne ho ancora altri. Importantissimi e di poco valore.
Vivo la vita come un dono, rendendo grazie di tutto ciò che ho avuto e lodando (sempre troppo poco) Dio.
Anch’io sono una ribelle, nel mio piccolo. Tuttavia ho sperimentato che se non ottengo quello che desidero è un bene per me. Vero, anche se sembra incredibile.
Purtroppo, anche le forze del male lavorano per esaudire i nostri desideri.
A esse non interessa la nostra felicità ma solo la nostra anima.
La domanda da cento milioni di euro è: quanto mi preme conservare l’anima?
Quanto costa un desiderio?
Quindi attenzione a cosa desiderate: potreste averlo prima di quanto pensiate e potrebbe fare male.