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Ciao ai miei amici…
Posto oggi, in skydrive le foto della festa della donna di quest’anno…
 

Letture impegnate tratte dal libro “Anatomia femminile” stampato a cura del Gruppo letterario In-Pagina di cui faccio parte…
 
Con questa scusa pubblico anche il mio racconto Voce senza colore, uno dei due racconti miei nel libro.
Buona lettura.
 
Voce senza colore
 
Da due giorni, quella del terzo piano canta una nenia per bambini. Ininterrottamente.
Hanno provato a chiamarla. Le hanno suonato alla porta. L’inquilina del piano di sopra ha battuto con una scopa, ma niente. Tace per alcuni minuti e poi ricomincia. Come un mantra sonoro.
Gli inquilini pensano che non stia bene.
-Ha partorito da poco ed è sempre sola-. Dice una vicina.
– Il marito è sempre via. Mi pare faccia il camionista-. dice un’altra’altra.
– È una signora così a modo. Sempre gentile. Silenziosa. Chissà cosa le è preso.- aggiunge una terza.
All’inizio la voce era più alta e sicura, poi è andata progressivamente scemando. Canta canzoncine per bambini. Filastrocche. Le sigle tivù dei cartoni. Da stamane, però, non c’è colore nella voce.
Le parole si rincorrono senza musica, senza senso. Una nenia senza fine di parole incomprensibili e perdute.
È un lamento sfilacciato e senza lacrime.
Un paio di condomini decidono di andare dal portiere. Lui ha le chiavi, forse potrà fare qualcosa.
Dopo aver suonato ancora alcune volte alla porta, usa la chiave di sicurezza per entrare.
C’è uno strano odore. La cantilena infelice arriva dalla camera da letto.
Lei oscilla, al centro del letto, con le gambe incrociate. Tiene in grembo un fagotto muto e inanimato.
Canta senza più capire, persa in una follia di dolore e di assenza.
-Mia mama canta n’a cansun bela per mi…
Una d’le cansun bele, cule che fan dürmì-.