Tag

,

Diario del 12 dicembre 2012

Sono già passati più di due mesi, è vero, ma inizio il diario con questa giornata particolare perché nata lì l’idea di raccontare gli eventi insoliti del quotidiano. Quelli che ti fanno pensare, che alimentano un pensiero, all’inizio latente e indefinibile, e gli danno consistenza, concretezza, visibilità.

Il 12 dicembre era un mercoledì.
Al mattino sono andata in ufficio come al solito e non è accaduto niente di particolare.
Nel pomeriggio avevo le udienze del primo quadrimestre di mia figlia Valeria che frequenta l’ultimo anno della Scuola d’Arte. Va abbastanza bene a scuola ma è la voglia di studiare che manca….
Sono uscita alle 20 passate.
Da Trento a Palù di Giovo, dove abito, sono poco meno di quindici chilometri.
Nessun problema se hai benzina.
Non sto qui a spiegare perché ero a secco, in un giorno di sciopero dei benzinai.
Ero “quasi” a secco e basta.
Prima sosta al Q8, sulla Nazionale. Self service disponibile solo con carta di credito.
Che fare? Passo davanti al distributore della Total di Lavis (chiuso ma con self service) e vado a Zambana. Distributore ESSO completamente chiuso.
Torno indietro.
Devo assolutamente fare rifornimento perché, anche se riesco a tornare a casa, domani non avrò benzina per tornare a valle.
Torno alla Total, parcheggio davanti ai distributori. Ho solo venti euro.
La pompa non li accetta.
Provo e riprovo. Finalmente si decide ma…. La pistola non arriva alla bocca della macchina.
Per un paio di centimetri… non ci arriva.
Poso la pistola, sposto l’auto ma quando ben ben sono pronta, zac… la pompa si ferma.
Resto lì come una stupida, a guardarmi intorno.
Strada deserta, tutto chiuso, neppure un’anima a cui chiedere aiuto.
Comincio a parlare a voce alta, a me stessa. Alla pompa, indifferente del fatto che mi ha fregato i venti euro e mi ha sputato un fiotto di benzina fuori dal buco.
Comincio a chiamare. Possibile che nessuno mi senta? Che nessuno mi aiuti?
Non passano molti minuti che arriva un giovanotto. È il benzinaio.
“Che Dio la benedica.” Esordisco.
Parto sparata a spiegargli cosa è accaduto.
“Guardi, ho perfino sporcato il selciato” dico scusandomi.
“Stia tranquilla, signora. Non si preoccupi. È solo benzina.”
Prende il piccolo tagliando di ricevuta che attesta un’erogazione per l’importo di 16 cent, va nel negozio e torna con altri venti euro. Mentre mi profondo in ringraziamenti mi fa benzina e mi chiede se ho bisogno di qualcos’altro.
“No.” rispondo. “Però, mi dica una cosa. Mi ha sentito urlare? Chiamare? Ero davvero disperata.”
“No. Io non ho sentito niente. Ma mia madre mi ha detto: Vai un po’ a guardare le pompe, che forse c’è qualcuno che ha bisogno di aiuto. Ed eccomi qui.”
“Che Dio la benedica. E anche sua madre….”
Ci siamo salutati. Ho messo in moto e sono partita.
Quella sera non l’ho più dimenticata. Solo perche era il 12.12 del 2012?