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Due passi nel bosco
 

“Te la senti di fare due passi?”

 La tua mano prende dolcemente la mia e la stringe.

La strada che porta alle “acque” s’inoltra nel bosco con una dolce salitella e, quasi subito, diventa sterrata. Un bel sentiero aperto in una verde galleria di larici, faggi, abeti che gentilmente l’ombreggia.

Il sole d’un pomeriggio estivo l’attraversa oblicuo, gioca tra i rami con raggi d’oro.

Camminiamo in silenzio, con passi muti che incedono, lenti, sul morbido tappeto di foglie e terra.

A tratti l’erta si fa più aspra e la tua mano stringe, più forte.

“Faccio un giro dentro, – dici – ma è troppo secco, funghi non ce ne sono.”

Mi siedo su uno spuntone di roccia ad aspettare.

Chiudo gli occhi e respiro. Sento, in alto sopra di me, lo stormire degli alberi. L’alito fresco del vento arrivare, come un soffio vivo, da lontano. Sempre più gagliardo e forte.

Poi, come è cresciuto,  il chiacchiericcio delle foglie si smorza e tace. Si apre nel silenzio un cinguettio. Lontano, un’auto che passa.

Gusto l’odore degli alberi tagliati, del muschio e della terra, umida e viva.

“Mi piace, camminare nel bosco” dici.

La passione, nella tua voce carezzevole, attraversa  i miei silenzi e le mie solitudini. Mi prendi la mano.

 “Coraggio, c’è ancora una piccola salita… vedrai com’ è bello il paesaggio, dietro la curva.”

“Sì, ma vai piano, e… non stringere così forte. Mi fai male.”

“Mamma? Dài mamma, svegliati… hai quasi finito di mangiare… ancora un boccone… apri la bocca…

Svegliati, mamma, ti prego…”