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Dolce, dolce Amor mio,
di mille notti amante,
di mille giorni luce,
siedi con me
nel giardino delle rose.

Gusta con me,
fragrante come un pane
inebriante come un vino,
l’intesa che fa di noi
un unico Amore.

Struggente, eterno Amore mio,
riposa il tuo giorno
sul mio petto.

Il nostro Amore sorride,
splende nel Tempo come un sole
fino ai confini dell’Immenso.

Questi versi sono per Linda e Paolo Vulcan,  coppia inossidabile, vero esempio di amore coniugale fedele e appassionato.

Li ripropongo qui solo per aggiungere un pensiero che troppo spesso gli sposi, dimenticano:

che la promessa scambiata davanti a Cristo di fedeltà, di mutuo impegno e assistenza, il Sacramento che vivono quel giorno ha un sapore di eternità. E l’eternità è un tempo estremamente lungo. Per questo, quel Sacramento deve essere rinnovato ogni giorno, ricostruito, riedificato come un ponte. In ponte d’amore verso Dio e verso l’altro.
E’ una riedificazione quotidiana, già da subito. Non bisogna lasciar cadere nessun mattone, reimpastare la malta rinsaldare bene ogni pezzo.
Ci vuole carattere, fiducia, senso del dovere e abnegazione. Bisogna saper tacere quando si vorrebbe parlare e fare un gesto gentile al posto di uno sgarbato. Saper aspettare, saper perdonare e lasciar andare.

Il premio?

Una vita felice, che non è poco.