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SULLE RIVE DELL’ADIGE

Sulle tue rive, padre, siedo talvolta e piango.

Lacrime confuse di brina

luccicano al primo sole,

lievi cristalli sciolti dal suo bacio

nel tuo moto incessante.

Consola il mio cuore infelice, saggio patriarca,

carezza la mia muta solitudine  e culla

il silenzio della mente.

E lì,  dove  facile  rallenta il tuo fluire

e indugi  complice

ricevi  e dilava ogni amarezza  porta con le mani.

Spirito d’acqua docile  e libero

trasfigura di luce il mio spirito smarrito

di scaglie iridescenti rivestilo, liquide e molli.

Annego, nel verde dei tuoi occhi,

ciò che mi rattristò e,

più forte della tua bellezza,

torna la vita a scorrere.

Sulle tue rive, fiume che mi sei padre,

adesso, poso e sorrido.