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Ciao, amici miei cari…

Posto la seconda parte de La preghiera dei laici, dedicata al santo Rosario… Era già pronta venerdì, giornata proprio dedicata alla Vergine del Rosario, ma una serie d’impegni mi hanno costretta a far slittare questa uscita.

Penso che per un po’ non pubblicherò più niente a sfondo religioso.

Niente di politicamente scorretto…

Forse è meglio che chi ha trovato il tesoro lo custodisca gelosamente nel cuore e non lo dica a nessuno.

Lascio il mio cuore aperto a chi vorrà parlarmi di sé… a chi vorrà essere ascoltato…

Provo a trasformare il mio angolo di spiaggia in un salotto dove ospitare amici, dove accogliere chi si sente solo, fragile, inascoltato…

Un abbraccio più forte, questa sera…

 Immagine presa dal web

liberamente tratto da Insegnaci a pregare di L. Evely

 

4° Capitolo   La preghiera dei laici    II e ultima parte

 

Il rosario moderno

 

È piuttosto difficile rimanere fedeli alla preghiera del rosario.

È difficile pregare, in genere. Siamo incapaci di rimanere fermi e tranquilli davanti a Dio, di sopportare il silenzio e l’immobilità che già di per sé ci introdurrebbero a Lui.

Davanti a Dio siamo come i giovani d’oggi, distratti e nervosi, agitati a tal punto che trovano la capacità di concentrazione solo quando hanno la musica in testa. La musica li fissa, li sostiene, li rassicura e in una certa qual misura li rende bastanti a se stessi. Senza di essa soffrirebbero talmente di vuoto affettivo e di povertà interiore che sarebbero spinti a trovare qualcuno con cui parlare.

Nutriti di rumore come di cibo, stanno tranquilli come i lattanti ben pasciuti.

Noi, donne e uomini moderni, non siamo capaci di pregare, pur volendolo.

Siamo incapaci di pregare anche solo per cinque minuti, perché non siamo più capaci di stare fermi, di sopportare il silenzio e di concentrarci. Siamo incapaci di aspettare e di ascoltare.

Sempre c’è qualcosa che ci attira altrove.

Siamo “ribelli alla preghiera”, ineducati al colloquio con Dio.

Cosa fare allora?

Cominceremo semplicemente con l’avvicinarsi a Lui, senza la pretesa di parlargli o udirlo.

Cominceremo semplicemente mettendoci alla sua presenza nelle attività di sempre.

Armiamoci di un equivalente mentale della musica o della corona: un libro o un lavoro manuale e proviamo a stare vicino a Lui come una presenza viva.

Se è vero che la qualità di un’occupazione cambia a seconda della compagnia con cui la compiamo, fare delle attività in compagnia di Gesù ci consente di familiarizzare con Lui.

A poco a poco questa familiarità diverrà sempre più importante ed esigente. Sempre più si vorrà stare con Lui perché la sua presenza sarà il vero motivo della gioia che proviamo facendo qualcosa.

Anche se, a chi non prega, pare una preghiera sciocca, una recitazione meccanica o un borbottio senile, in realtà 

IL ROSARIO È LA SOLA PREGHIERA UN PO’ LUNGA, L’UNICO MODO PRATICO PER TUTTI NOI, DI PREGARE A LUNGO.

Ora, la principale condizione della preghiera, è di pregare a lungo.

La vera preghiera non nasce, non sgorga, non scaturisce in noi che dopo un certo tempo.

In realtà, anche quando abbiamo proprio bisogno dell’aiuto di Dio, andiamo in chiesa, gli si chiede quello che si desidera, lo si avverte, gli si comanda… e poi ce ne andiamo… senza neppure prenderci la pena di ascoltarlo, di consultarlo, di… prenderlo davvero in considerazione…

Non gli diamo neppure il tempo di risponderci, di agire, di cambiarci, di dirci come lui vede le cose e… come conta di esaudirci.

Tanto,  Lui non la pensa come noi, non è del nostro stesso parere…

Anche nel Vangelo, abbiamo già visto, Gesù non esaudisce mai immediatamente.

Prende tempo, interroga, tenta, trasforma o rivela il fondo del cuore di chi lo sollecita.

Dio ci fa rinunciare alle nostre speranze per CONVERTIRCI ALLA SUA SPERANZA.

Egli ci sollecita nella nostra speranza.

Il rosario è espressione di questa fiducia perseverante. Attira l’attenzione di Dio su di noi.

Questa orazione facile, sgorga senza cerebralismi sulla nostra bocca…

Recitata insieme con altri si fa più potente e più alta,  realizza una comunione mistica tra gli oranti e Dio… È una preghiera tenace, perseverante che sottolinea la fedeltà e la disponibilità a Dio e le fa crescere fin dove Dio vuole.

La recita del rosario, o meglio, la meditazione dei Misteri della vita di Cristo, è uno dei mezzi più semplici per quietare quella parte di noi troppo viva al mondo. Morire a se stesso, alle proprie idee, ai propri rancori, alle proprie ansietà, ai propri gusti, e risvegliare tutta una zona finora inerte, incosciente e cieca.

L’anima si agita in noi, si lamenta, si solleva, si… sgranchisce le ali.

Il sangue che comincia a rifluire nelle membra intorpidite fa male, un dolore terribile.

Allora ci vuole l’umiltà di ammettere che pregare è duro, è difficile, e accettare di farsi aiutare.

 

Fa’ scorrere i grani della corona fra le dita, sussurra le parole con le labbra, (sono parole ispirate e sta a te, riaffermarne  lo spirito iniziale); occupa la mente in questa meditazione monotona, affinché Dio, pian piano possa arrivare a te, trovarti e mettere i tuoi passi nei suoi, adattare il tuo ritmo al suo ritmo, la tua volontà alla sua volontà.

Recita il tuo rosario.

 

 

 

http://sandomenicodifiesole.op.org/SANTI%20convento/preghiera%20Rosario.htm

 

http://www.domenicaneazzano.com/1/corona_di_rose_1422840.html

 

Che Dio vi benedica tutti….