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Maggio è notoriamente un mese fantastico ma quest’anno, per me, è già iniziato in modo strepitoso.

Alla gioia della Pasqua, è immediatamente seguita la festa della Divina Misericordia. E visto che possiamo esagerare,  la Chiesa ci ha affiancato la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Io, non contenta, sono anche stata a un Battesimo collettivo di 5 bambini.  Uno, era il figlio di una mia nipote.

Ce n’è stato per tutti.

Io non la finivo più di piangere.

Scrivo però, perché voglio raccontare qualcosa che mi è accaduto.

Mercoledì 27 aprile ero alla riunione mensile della Caritas decanale. Quasi per caso (?) ho saputo che domenica 1 maggio, dopo messa ci sarebbe stata una festa organizzata per festeggiare i 70 anni del nostro parroco, Don Giancarlo.

Festa grande delle tre comunità (San Michele all’Adige, Grumo e Faedo) in onore di questo  piccolo ma grande uomo che da quindici anni  vive in mezzo a noi  e che dovrà pensionarsi per gravi problemi di salute.

Come non onorarlo che una pergamena, un diploma di ringraziamento?

Tre giorni erano davvero pochi per imbastire qualcosa di decente ma tanto valeva provarci.

Venerdì sera era pronta la parte artistica del lavoro. La decorazione pittorica del documento, che normalmente segue la produzione letteraria, poetica del testo.

Ma sabato proprio non c’è stato verso. Non sono riuscita a produrre niente che fosse almeno vagamente accettabile.

Il lavoro di fatica spesso mi aiuta nell’ideazione artistica, ma stavolta no.

Avevo la casa bella e ordinata ma nessuna idea.

Sono andata a letto praticamente rassegnata al mio flop.

Domenica sveglia alle 6 e mezza, con il sole già brillante nel giorno.

Dai Signore, Ti prego. Dammi un’ispirazione. Don Giancarlo se lo merita. È il mio modo per ringraziarlo a nome di tutti della sua dedizione e del suo affetto….”

In quella, si è svegliato mio marito che senza indugi si è messo lì vicino a me e tra suggerimenti nuovi e correzioni del già scritto mi ha aiutato a comporre il testo.

Simpatico, brioso, non commemorativo. Penso che sia piaciuto al nostro Don. Me lo dirà?

Poi l’ho scritto sotto dettatura e in bella scrittura, arrotolato e chiuso con un nastrino d’oro.

5 minuti per arrivare in chiesa: trafelata e puntualissima, in tempo per aggiungere anche il mio ai doni per l’altare.

E quando l’ho visto lì, insieme agli altri doni ho provato un moto di gioia intensissima. Così profonda e vera che non l’avrei scambiata con nient’altro. La vera felicità.

Forse qualcuno capirà subito cosa intendo dire.

Ma a qualcuno lo spiego.

Intanto l’aiuto. Ho chiesto aiuto e prontamente è arrivato. Apparentemente non dal cielo, ma è arrivato. Ho corso fino all’ultimo respiro ma ce l’ho fatta.

Potere della Speranza e del coraggio: del non arrendersi.

Poi la felicità. Che è un bene solo divino. Che tutti cerchiamo spesso sbagliando il posto dove cercarla.

Ma lei, la felicità, è sempre lì: seduta al nostro fianco.

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