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A Valentina

Figlia,

donna ormai, da donna…

Mio specchio

nel tempo che raggrinzisce

ideali e sogni così fermi in te,

e diversi  e veri, possibili.

Figlia,

donna di speranza,

intrepida vela

che s’oppone al Maestrale

ai miei occhi.

Così diversa ti vuoi, da me

ma cogli fiori e saperi,

ti ergi austera e poi,

docile all’Amore

ti arrendi.

Custodia di bellezza,

madre a tua volta sarai,

maestra,

madia del pane,

mattina di sole

nel quadro d’una finestra.