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Ciao, amici miei.

Benvenuti in riva al mio lago …
Qualche tempo fa ho scritto questo racconto avente per tema  Le rose.
Lo ripropongo in questa sede, per condividerlo con voi e sperando che vi piaccia.
Buona lettura.
 
Gli angeli delle rose

C’era una volta un angioletto ribelle che combinava sempre un sacco di guai. Era piccolo e disobbediente, non voleva saperne di crescere e  diventare un Angelo adulto.

Non c’era proprio verso che ne facesse una giusta così, ogni volta che si presentava all’esame per avanzare di grado e “crescere” in Amore e Consapevolezza, veniva regolarmente rimandato a settembre.

Passò del tempo.

La Madonna era un po’ preoccupata per la sorte di quell’angioletto, perché lo vedeva sempre solo e triste. Dentro il suo cuore immacolato sapeva che tanta irrequietezza nasceva da un grandissimo dolore che non poteva essere alleviato neppure dal Cielo.  Soffriva perché era proprio il dolore a impedirne la crescita; non solo non riusciva a farsi degli amici adatti a lui, ma la sua assenza dal grande progetto divino creava uno scompenso nell’equilibrio universale.

-Bisogna senz’altro trovare la causa di questo “problema” che crea tanto scompiglio in Paradiso. – disse un giorno l’Angelo Guardiano al Signore Iddio.

-Farò così. – disse Dio, – Affiderò l’Angelo dei Bambini all’Angelo Maestro e li manderò insieme in pellegrinaggio sulla Terra affinché faccia esperienza del Mondo e degli uomini. Questo lo farà senz’altro maturare e sono certo “dopo” le cose andranno meglio. –

Una mattina, dopo aver fatto tutti i preparativi necessari, i due angeli uscirono dal Paradiso di buon’ora diretti verso la Terra.

Il Pianeta, azzurro e bellissimo, galleggiava nell’immensità dello Spazio, baciato dai raggi caldi del Sole.

Dopo un po’ che erano in viaggio l’Angelo Maestro aprì la bisaccia e ne trasse una tavoletta di cioccolato, che condivise col compagno.

– È bella la Terra, sai?- gli disse, per rompere il silenzio che li circondava.

– Oh si, è davvero magnifica, – convenne l’angelo più piccolo, – ma è così intrisa di dolore e di sofferenza che mi fa tantissimo paura.-

– Il dolore fa parte della condizione umana, mio piccolo amico, dovresti saperlo. Quante volte hai preparato gli esami in Umanità, negli ultimi cinque anni del calendario terrestre?- continuò l’angelo Maestro.

 – Ho perso il conto delle volte che non l’ho “passato”.- rispose l’angelo dei Bambini.

– Bene. Adesso ci sono io a darti ripetizioni su questa materia; vedrai che la prossima volta supererai l’esame brillantemente così potrai diventare grande.

I due angeli atterrarono in un luogo non ben precisato del Pianeta e da lì cominciarono il loro cammino. C’erano tanti bambini intenti al lavoro.

L’angelo piccolo esordì:

-Lo sapevi che su questo pianeta ci sono quasi sette miliardi di persone? Tante, vero?

E lo sai che ben oltre duecento milioni di bambini al di sotto dei 14 anni lavorano?-

L’angelo Maestro sussultò. – Come, lavorano? I bambini non lavorano. I bambini giocano e vanno a scuola.-

-Si, si, te lo dico io. E se ci si alza con l’età, ad esempio 17 anni, si arriva a trecentocinquanta milioni.-

-Non dire sciocchezze. Non è possibile. È un numero così grande che non riesci nemmeno a immaginarlo… I bambini sono troppo gracili e indifesi per poter lavorare. Il lavoro è cosa da adulti.-

­- E tu ti sbagli. Centocinquanta milioni vivono in Asia (ti ricordi quanto è bella?) ma molti altri vivono in Africa e nell’Est europeo… un po’ in tutto il Mondo, ecco…-

-Ma non c’è un lavoro adatto ai bambini che non sia giocare…- L’angelo Maestro sembrava cadere dalle nuvole per la sorpresa.

– Oh si, ce ne sono eccome, di lavori. Nei campi di cotone, di canna da zucchero e di tè… nelle discariche, nelle strade, ovunque ci sia la possibilità di guadagnare qualcosa per aiutare a sopravvivere sé e la propria famiglia. Ti ricordi quei bei tappeti indiani annodati a mano che abbiamo visto al mercato? I palloni da softball e rugby cuciti a mano, quegli ottimi sigari arrotolati uno per uno, per non parlare di giocattoli e vestiti e…

I bambini sono impiegati in moltissime attività: dai fanciulli pescatori, ai produttori di mattoni, dagli spaccapietre ai minatori…

Ci sono enormi interessi politici dietro il lavoro di questi angeli senza ali… Intere nazioni reggono la loro economia su queste fragili spalle. Lavoro minorile significa niente scuola, nessuna istruzione, quindi analfabetismo, incapacità e consapevolezza dei propri diritti…-

L’angelo Maestro ascoltava ammutolito mentre l’angelo dei Bambini, sempre più cupo e infelice raccontava di quei pianti e di quei lamenti che lo tormentavano giorno e notte.

– E questo non è mica tutto. C’è di peggio.-

E abbassando la voce, vergognandosi profondamente di quello che stava per dire, raccontò di bambini e bambine violati orribilmente nella loro infantile ingenuità, nella loro purezza verginale, venduti e comprati come merce di scarso valore, per il piacere e il divertimento di adulti immorali e pervertiti.

-Ma c’è qualcosa che mi tormenta di ancora più orribile.-

-Non riesco proprio ad immaginare qualcosa di più terribile di quanto mi hai già detto.

-I bambini buttati via!-

-Cosa dici? Bambini … buttati… via…?

-Si, gli umani buttano via parte della loro progenie… Lo fanno quando non è ancora ben sviluppata e forte per poter sopravvivere autonomamente. L’anno scorso ben 40 milioni di bimbi non hanno potuto nascere e… È un vero disastro.- Piangeva l’angelo piccolo, singhiozzando forte e tirando su col naso.

-Taci! Smettila. Smettila subito.- L’angelo Maestro era sconvolto.

-Non possiamo tornare dal Signore Iddio con queste terribili notizie.-

– Eppure dobbiamo trovare una soluzione. Anche piccola. Dobbiamo darci una speranza. Dobbiamo fare qualcosa. Ma cosa? COSA???

Seduti ai piedi di un’alta cascata guardavano il cielo che sembrava innalzarsi sopra di loro e farsi sempre più alto e lontano.

-Vorrei lavare questa sozzura che mi grava sul cuore,- disse il piccolo angelo – perché presto, a causa sua, non sarò più capace di volare.

-Noi non possiamo portare via nulla da qui,- disse l’angelo Maestro, pensieroso.

– È vero, ma mi è venuta un’idea, e se tu mi aiuti potrebbe funzionare.

Chiederò alla cascata un po’ della sua acqua pura, quella che non le serve per alimentare il fiume.-

-Prendi pure tutta l’acqua che non cade,- gli disse la cascata, te la regalo volentieri.-

I due angeli tesero un panno fino e raccolsero l’acqua vaporizzata durante la caduta.

Ne raccolsero un bel po’ e la misero nella bisaccia.

Cammina cammina giunsero in un giardino. Era ormai la fine dell’autunno.

Lungo una palizzata dipinta di bianco i rosai erano carichi di cinorrodi rossi, arancioni, verdi, blu.

Il piccolo angelo chiese ai rosai se poteva prenderne alcuni.

-Certo, – disse il rosaio più grosso, – potete prendere tutti quelli che cadranno col vento di questa notte.-

I due angeli pregarono tutta la notte affinché il vento soffiasse forte e ne facesse cadere il più possibile. Ne raccolsero un bel sacco pieno e subito si misero al lavoro. Tolsero per bene tutta la polpa e posero i semi in ampi contenitori contenenti del terriccio leggero e li ricoprirono con uno strato sottile di sabbia grezza. Poi li posero i vassoi in un luogo al riparo dal vento ma non dal freddo, sorvegliando che il terriccio rimanesse sempre umido  e proteggendolo con muschio e foglie.

Poi pazientemente attesero il germogliare delle piantine, tra maggio e giugno, e le misero a dimora in un terreno preparato apposta dove, successivamente avrebbero proceduto all’innesto.

Quando le piantine  di rosa furono pronte i due angeli partirono insieme e andarono per tutto il mondo a “trapiantarle”. Presso i capitelli della Madonna, vicino alle chiese, nei camposanti. Ovunque c’è bisogno di bellezza e di armonia per riannodare i legami tra Terra e Cielo.

Il delicato profumo delle rose si alza allora verso il Cielo insieme alle preghiere alla Vergine e si fa, a sua volta, preghiera. Preghiera di misericordia per i padri e di pietà per i figli, supplica di perdono e sollievo per tutto il dolore inflitto e patito.

Il piccolo angelo e l’angelo Maestro ancora non hanno fatto ritorno al Cielo e tutti gli angeli che sono venuti a cercarli, sono rimasti per aiutare.

Quando un bambino soffre e piange, quando un fanciullo è privato dell’innocenza e della spensieratezza  e della libertà, quando una creatura è respinta dagli uomini, un angelo vola da lui, e con lui divide la pena e lo accoglie.