Ciao a tutti.
Sottovoce, in raccoglimento e preghiera, lascio anch’io un piccolo segno nella
Giornata della Memoria.

Essere
uomini e donne, nell’intimo, significa mantenere viva la dignità e l’umanità
che accomuna tutto il genere umano e la Giornata della Memoria
deve mantenere vivo e integro il ricordo degli orrori dell’Olocausto affinché
non sia obnubilato nella coscienza il senso del Male e dell’odio razzista
e xenofobo, che a tratti ricompare più virulento e malvagio che mai. 

Se è
dovere etico ricordare, per mantenere fruttifera l’esperienza del passato, a
maggior ragione è nostro impegno morale educativo e salvifico la trasmissione
di tale esperienza, affinché il presente sia fondamento pacifico di amicizia,
solidarietà,comprensione e tolleranza.

La Memoria
dunque, come unico e non raro  sigillo di
umanità e crescita individuale e sociale finalmente raggiunta, da cui non sia più
possibile indietreggiare.

Nel momento in cui si tende a negare e riscrivere la storia che “non ci piace”,
troppo difficile da spiegare nella sua follia e ostacolo della moderna
dialettica politica, è importante invece trasmettere alle nuove generazioni la
memoria di Quella Veritas orribilis,  di
ciò che è accaduto veramente e che potrebbe succedere ancora, se ignorata.

Dobbiamo
tutti sentirci impegnati per la salvaguardia dei diritti umani e civili, aldilà
di vanesie ideologie settarie; non  possiamo
restare in silenzio e diventare complici: né degli assassini storici né di quelli
ideologici moderni.

Il Cielo è azzurro per tutti,

ogni uomo e ogni donna deve avere la
facoltà di alzare lo sguardo.



Fotografia di Mario Frassine

LETTERA ALLA MADRE
frammento

[…] Fili elettrici, alti e
doppi,
non ti lasceranno mai più rivedere tua figlia, Mamma.
Non credere alle mie lettere censurate,
ben diversa è la verità; ma non piangere, Mamma.

E se vuoi seguire le tracce di
tua figlia
non chiedere a nessuno, non bussare a nessuna porta:
cerca le ceneri nei campi di Auschwitz,
le troverai lì. Ma non piangere — qui c’è già troppa amarezza.

E se vuoi scoprire le tracce
di tua figlia
cerca le ceneri nei campi di Birkenau:
saranno lì — Cerca, cerca le ceneri
nei campi di Auschwitz, nei boschi di Birkenau.

Cerca le ceneri, Mamma — io
sarò lì!

Monika Dombke, Birkenau, 1943


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