Posto,
con  un paio di settimane di ritardo,
l’intervento del 29 settembre in cui raccontavo gli ultimi sviluppi e le
vicende  che mi hanno coinvolta.

Poche
righe d’introduzione quindi, solo per riannodare un discorso interrotto, ormai
da mesi, e che vorrei tanto riprendere.

Più che
altro per ritrovare amici che sentivo affettuosi e cari, per ritrovare un tempo
per me . Dirsi disponibili, darsi agli altri spesso comprende anche questo
“lasciarsi mangiare”, che ingoia  idee,
tempo e progetti. Tuttavia, poiché niente va disperso, mi adatto alla vita che
mi sceglie, piuttosto che adattare la vita a me.

Qualche
volta, a seconda delle forze disponibili è più facile essere la matita che
traccia il segno piuttosto che la mano.

Un
abbraccio fortissimo a tutti voi, anche se uno solo.

 

P.S. La
grinta dice al mal di schiena: “Ti batto:”

E il mal
di schiena: “Per adesso vinco io 2-0”.

…………………………….

 

Ciao a
tutti i miei amici.

Un
abbraccio particolarissimo a Leonardo, che da parecchio tempo ormai mi sostiene
e mi sprona e …tifa  per me.

Bene.
Credo finalmente di essermi ristabilita. Non definitivamente, è chiaro.
Dolorini  e doloretti, quelli non
spariranno, ma la cura al magnesio che ho fatto, mi ha, come dire… rinvigorita,
almeno psicologicamente e quindi mi sento di affrontare tutto con più
decisione, più coraggio, più …cipiglio.

E quando
le cose cominciano a girare nel verso giusto, te ne accorgi subito.

Hai più
voglia di fare, sei più attivo e fantasioso, hai una marcia in più insomma.

E se è
vero, come è vero, che quando ti aiuti il ciel ti aiuta, essere contenta  fa andare avanti le cose da sé.

La prima
notizia bella  è di ieri. Valeria, la mia
secondogenita,ieri mattina è passata in ufficio a trovarmi e mi ha annunciato
di aver “superato il debito di Storia dell’Arte”.  Fantastico.

Soprattutto
se si pensa che pur frequentando Scuola d’Arte 
proprio non  ne ama la storia,
soprattutto quella  etrusca e
paleocristiana (periodi interessati dal “debito”).

Comunque
anche questa è fatta e quindi si può guardare avanti con ottimismo.

Un’altra
bella notizia riguarda me.

Domenica
sera, 27 settembre, in Sala Consiliare a San Michele all’Adige, è stato
presentato ufficialmente al pubblico il 
libro

POCHI SILENZI.

Davanti
a un folto e scelto pubblico, gli autori 
di questo romanzo collettivo si sono alternati nella lettura di brani
scelti, vivacizzata da una simpatica drammatizzazione.

Dopo lo
spettacolo  e i saluti e le
congratulazioni delle autorità cittadine ,noi autori  ci siamo intrattenuti con parenti e amici
presenti alla manifestazione davanti a un goloso buffet.

Come
alcuni di voi già sanno, questa primavera ho partecipato ad un corso di
scrittura creativa. Otto incontri a cura di una scrittrice della zona, la sig.ra
Anna  Tava.

Abbandonata
subito l’idea di una raccolta di racconti a favore di un più scorrevole
romanzo, l’avventura si è messa in moto, rivelando subito le sue potenzialità.

Stabilito
che eravamo tutti buoni affabulatori, non c’è voluto molto a mettere in moto
l’ingranaggio narrativo.

Stabiliti
il luogo, il tempo e il soggetto all’interno di cui muoversi, devo dire che non
ci è sembrato poi così difficile … “realizzare”.

Ognuno
dei partecipanti ha creato un personaggio, (e qualcuno più di uno)  che, attraverso gli incontri programmati, ha
poi fatto interagire con gli altri.

L’ambiente
ricreato è un  ex convento agostiniano,
trasformato in resort dalle monache che lo abitano, per far fronte alle ingenti
spese di ristrutturazione.

La
narrazione  si svolge nello spazio
temporale di una settimana.

Una
settimana di vacanza durante la quale si incrociano le storie e le vite  “degli ospiti” e delle suore.

La
scrittura a più mani ha consentito la 
buona caratterizzazione di 
personaggi diversi tra loro, e la coordinatrice, è stata molto abile nel
gestire le diverse personalità, ad armonizzare le varie parti della narrazione
tra loro conferendo al romanzo una buona tenuta .

La
suddivisione  dei capitoli è giornaliera:
dal lunedì alla domenica, e ogni giorno i personaggi compaiono con la loro
narrazione personale.

Questa
insolita disposizione consente quindi al lettore un duplice approccio al libro:

La
semplice lettura in sequenza, come 
accade per tutti i romanzi, e la lettura 
“mirata”, cioè “i brani” che costituiscono i singoli personaggi. In
sostanza si lascia al lettore la facoltà di rileggersi le singole storie, di
scegliersi un personaggio fra gli altri.

Io sono
l’autrice di Ada, una docente universitaria, entrata in crisi dopo la morte della
carissima amica Lidia, ma in tutto siamo ben 14:

 

Rosanna
Bragagna  ha raccontato Stefania,

Livio
Dalpiaz ha raccontato Luigi

 Carla Mannarini ha raccontato Elisa e Jorge

Caterina
Rosa Marino ha raccontato Refolo

Gabriele
Pellegrini ha raccontato Arturo

Claudia
Plotegher ha raccontato Rosa

Michela
Rigotti ha raccontato Eleonora

Claudia
Romano ha raccontato Valentina

Silvia
Tarter ha raccontato Oriella

Anna
Tava ha raccontato Suor Amedea

Vittorio
Vulcan ha raccontato Padre Franco

Anna
Zambon ha raccontato Ernesta, e  le suore
Lucia e Serena

Massimo
Zeni ha raccontato Giovanni.

 

Vi
invito tutti  a dare un’occhiata al link
sottostante e, perché no? a lasciare un commento, un saluto, un pensiero anche
piccolo piccolo…

 

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=285340

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