Ciao a tutti.

Eccomi ancora qui, bella come il sole (si fa per dire…) a raccontarvi qualcosa di me.

Mi sono accorta che è tanto che non dico qualcosa di personale, di me, e questa è l’occasione ottima per farlo.

Sabato sono stata ad un battesimo. Non è certo la prima volta, naturalmente, (il nostro parroco, ad esempio, oberato da mille doveri, spesso racchiude la liturgia sacramentale del battesimo all’interno della messa domenicale, coinvolgendo così tutta la comunità) ma questa è stata un’occasione davvero speciale.

Per motivi che non sto qui a spiegare,  (Adamo ed Eva…. Vivevano nel Paradiso terrestre… ecc. ecc.) qualche tempo fa mi è stato chiesto di fare da madrina al piccolo Christ Samuel che ha, ora, poco meno di cinque mesi, figlio di una ragazza ivoriana che da un po’ tempo vive in Italia.

Non ci vuole molto per capire che questa “richiesta” mi ha fatto enormemente contenta,  che l’ho interpretata come una “risposta”,  “un dono”, un magnifico dono che, in qualche modo mi dà forza e coraggio, mi dice che sono sulla strada buona per essere felice.

Ho conosciuto Marianne (nome di fantasia) tramite un caro amico di mio marito, che si è offerto di darle aiuto e sostegno fin tanto che resterà nel nostro Paese.

È una donna solare, sempre sorridente e allegra, che adora il suo bambino e lo tratta come un re.

Ho re-imparato molte cose da lei durante i nostri sporadici incontri, ma soprattutto mi ha colpito la tenerezza e la dedizione con cui si occupa di lui, unico e vero centro della sua vita.

Purtroppo, presto entrambi dovranno tornare in Costa d’Avorio e con apprensione già mi chiedo  se e quando li rivedrò, entrambi.

“Devo lavorare” mi ha detto Marianne, “e, per il momento devo tornare a casa. Almeno lì qualcuno potrà occuparsi di Christ, mentre io mi do da fare per andare avanti”.

Nessun rammarico, nessuna richiesta di pietà, di carità, soltanto tanta dignità, tanto coraggio, tanta consapevolezza del dolore che l’aspetta, quando dovrà lasciare il suo piccolo, in cerca di fortuna.

È stata una cerimonia bellissima, molto emozionante che mi ha vista profondamente coinvolta.

Il pranzo, organizzato nella casa d’accoglienza che ospita Marianne e Christ Samuel  era a base di lasagne al forno e spezzatino con patate ed è stato preceduto da affettati e sottaceti, e coronato da pasticcini fatti in casa e tiramisù.

Tra gli ospiti, oltre alle ragazze che abitano la casa con i loro bambini, frate Angelo che ha officiato la cerimonia, suor Caty, vera colonna portante della Casa, Ottilia ed Ersilia, Silvio con la sua famiglia… vera, insomma, una bella famiglia un po’ “sui generis” dove è d’obbligo la pazienza e la tolleranza, la gentilezza e l’ordine … dove  si imparano a rispettare le tante, piccole regolette del viver “buono”.

Un giorno speciale anche per il rinsaldarsi di un’amicizia importante.

Buona vita Christ Samuel, mio dolcissimo figlioccio, benvenuto nella casa del Signore, benvenuto tra i Cristiani di cui il tuo nome è un segno profetico …

Il coraggio della tua mamma sventola in te come un vessillo…

La sua fede ha in te il suo sigillo d’Amore…

Compi grandi cose mio piccolo… ma soprattutto, ama.

Tua madre, il tuo Paese, il mondo intero.

Esserti madrina sarà il mio orgoglio, la mia speranza.

 

Nota bene.  Per rispetto della privacy non sono stati inseriti i veri nomi e le foto delle persone intervenute alla cerimonia a parte i religiosi che vi compaiono . Se chi si riconosce desidera che la foto venga rimossa non deve fare altro che contattarmi. (Ma penso che tu Silvio non lo farai… Un abbraccio se capiti su questa pagina.)