Ciao a tutti i miei specialissimi lettori.

È appena trascorso il Mercoledì delle Ceneri, che nella Chiesa Cattolica e in alcune Comunità riformate è il primo giorno di Quaresima.

Come tutti sanno la Quaresima è il periodo di quaranta giorni che precede, che prepara la Santa Pasqua del Signore.

In questa sede non intendo fare certo indottrinamento; le riflessioni che espongo qui le ho tratte un libro di Meditazioni sull’Anno Liturgico di Don Luigi Giussani.

Lo scopo? Recuperare per me stessa (e perché, non anche per i miei sceltissimi lettori?) significati e significanti di tanti gesti abbandonati all’abitudine o, ancor peggio dimenticati, per poter approfittare di quel potere vivificante, ristrutturante e rigenerante che appartiene allo Spirito Santo.

Il messaggio di fondo è sostanzialmente questo:

DIO È MISERICORDIA,

quindi noi possiamo sempre, SEMPRE, riprendere (o iniziare) quel dialogo con Lui, da qualsiasi punto lo abbiamo interrotto, perché Lui ci dice sempre, se lo vogliamo, cosa e come fare.

La Santa Pasqua di Resurrezione rappresenta il culmine della riconciliazione tra Dio e gli uomini; l’Atto per eccellenza che testimonia come Dio sigilla la nuova ed eterna Alleanza con l’immolazione dell’Agnello Pasquale Suo Figlio.

Tuttavia per godere appieno di questa “mano tesa da Dio” verso di noi è necessaria una “conversione” del cuore, una volontà intima di “cogliere” questa mano tendendo la propria; “Cum vertere se” cioè piegarsi verso Lui, indirizzare se stessi verso qualcosa di diverso da quanto perseguito fino a quel momento.

La Quaresima è un periodo sacro, uno strumento sacramentale per incrementare la conversione che porta a due risultati importanti:

a)     L’amore, la passione per Cristo, l’adesione a Lui, e

b)     Le buone opere.

 

Seguendo le indicazioni pedagogiche della Chiesa sulla gestione del “segno quaresimale” avviene in noi, per la potenza dello Spirito, qualcosa di “molto più grande”.  Le solite cose, intraprese per l’obbedienza alla Chiesa, nel periodo quaresimale, hanno UNA POTENZA TRASFORMATRICE PIU’ GRANDE, perché collocate in un preciso momento, sacro, della storia.

Come La Croce, nella vita di Gesù segna il Mistero, cioè Dio rivelato nella storia, così la Quaresima ha un “valore sacramentale” per la conversione che gli altri periodi dell’anno non hanno.

 

Come per gli altri Sacramenti anche la Quaresima ha i suoi “segni materiali”:

a)     La preghiera

b)     Il digiuno

c)      Le opere di carità fraterna

e noi dobbiamo richiamare la nostra vita alla verità di questi tre punti;

La Quaresima deve essere un atto di obbedienza a questo invito della Chiesa alla preghiera, al digiuno e alle opere di carità fraterna.

“Dio misericordioso, fonte di ogni bene (bontà), tu ci hai proposto a rimedio del peccato (come conversione) il digiuno (la mortificazione), la preghiera e le opere di carità fraterna: guarda (benevolo) a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso (rimorso) delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia.”

 

(Continua)

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