Ciao a tutti i miei amici: a coloro che lo sono e a coloro che non sanno ancora di esserlo.

Bene. Torno finalmente sul mio spaces con alcune riflessioni importanti sulla Coscienza.

La fonte è tratta dai miei appunti presi durante una conferenza sul tema presentata da Don Bruno Tomasi presso il Teatro San Gottardo di Mezzocorona la sera del 20 novembre 2008.

Sala affollata e pubblico attento per un argomento così sensibile e cruciale non solo per i cristiani  ma per tutti gli individui, le persone che cercano, indagano se stessi fin negli anfratti più intimi.

Credo che, anche con qualche omissione, ne emerga una buona argomentazione sulla quale fermarsi a meditare e confrontarsi.

Pur senza l’intenzione di aprire un dibattito o suscitare polemiche sarei davvero contenta di raccogliere le opinioni dei miei lettori su questo scottante argomento… ergo,  buona lettura e grazie per i vostri commenti.

 

 

 

 

 

La Coscienza

Quante volte, esprimendo un giudizio o un’opinione, ci siamo basati esclusivamente su concetti e idee autoreferenziali? “Secondo me …”, “Io penso, credo che …”, esprimendo l’autonomia nella capacità di giudizio in termini di autonomia personale.

Noi sappiamo che i criteri di valutazione che usiamo li prendiamo da Dio (Teonoma).

Dalla Genesi apprendiamo dell’Albero della Conoscenza (del Bene e del Male); che mangiando dei frutti di tale albero l’Uomo e la Donna si accorsero di essere nudi e che, quando Dio li chiamò, ebbero paura e si nascosero.

Il Dubbio insinuato dal demonio mostra all’uomo la sua nudità, simbolo dell’essere uomo nel modo più radicale ma che, dopo la disubbidienza a Dio, rappresenta la perdita della dignità. Così, dopo il peccato, la veste sarà il tentativo artificioso di ritrovare questa dignità perduta. Già in queste prime pagine della Bibbia Dio chiama Adamo, l’uomo. E’ una chiamata fatta per salvarlo e attraverso la voce dei Profeti Dio indicherà la strada della Verità.

Il comandamento fondamentale dell’Antico Testamento è:

FA’ IL BENE, EVITA IL MALE.

L’uomo deve perseguire sempre questo fine, mortificando l’orgoglio che allontana e praticando l’umiltà che avvicina a Dio.

Nel testo sacro C’E’ LA PAROLA DI DIO, NON LO E’.

Quando Dio parla con Mosè non è una voce umana che sente, ma E’ LA VOCE DEL SILENZIO; non sono i sensi ad essere interessati dalla comunicazione ma il cuore (pericoresi).

Nell’A.T. non si parla di Coscienza ma di cuore, (es. avere un cuore caldo).

Da quanto sopra appare chiaro che risulta impossibile avere una buona coscienza se non si conoscono le Sacre Scritture, sacramento della Parola di Dio.

Senza la conoscenza delle Sacre Scritture la coscienza giudica in modo autoreferenziale (secondo me) quindi per agire secondo coscienza, secondo Dio, devo conoscere Dio attraverso le Scritture.

Il momento più drammatico avviene, quando l’uomo decide cosa è bene o male.

Cristo porta all’uomo la parola di Dio e diventa fonte di salvezza per l’umanità, conferisce dignità alla coscienza morale con categorie che possiamo capire.

Nell’intimo della coscienza (del cuore) l’uomo

SCOPRE UNA LEGGE CHE NON E’ LUI A DARSI.

La Coscienza è un luogo dove c’è una legge cui l’uomo deve obbedire: fare il bene e fuggire il male.

In sostanza, c’è una legge nell’intimo cui dovremmo obbedienza che dice cosa fare e cosa fuggire.

Ai nostri tempi c’è un’etica del desiderio di fare il bene ma quando poi si deve passare all’atto pratico, le cose cambiano.

“Da come vi amerete capiranno che siete miei discepoli” dice Gesù. Dalla rettitudine nell’agire si comprenderanno gli insegnamenti pratici dati da Cristo.

L’uomo ha una legge di Dio scritta nel suo cuore e obbedirle è la sua vera dignità.

La dignità umana parte da questa virtù dell’obbedienza in cui c’è la radice della sua felicità,nel modo in cui dice il suo amore a Gesù, che anche Satana deve seguire.

La Coscienza è il nucleo più intimo dell’uomo, è il luogo sacro e privato della sua relazione con Dio.

Precetto dell’Amore di Gesù è obbedienza alla legge scritta da Dio nell’uomo.

Ama Dio con tutto il tuo corpo e tutta la tua mente e gli altri come te stesso;

se non c’è corrispondenza con questo precetto l’uomo non si comporta con rettitudine.

La coscienza è tanto più viva ed efficace quando è utile per la persona e per gli altri.

In questa ottica si comprende bene come sia fondamentale cogliere l’uomo come essere sociale e non solo per se stesso, come sia importante sfuggire all’ IPER-INDIVIDUALISMO, che conduce alla deriva l’uomo sociale, che per difendersi dagli altri diventa egoista e individualista.  

La coscienza permette di unire gli uomini, informa (dà forma) l’agire umano; gli squilibri sociali derivano dagli squilibri dell’uomo.

Quanto più prevale la Coscienza retta (la capacità di fidarsi e ascoltare la voce di Dio) tanto più le persone e i gruppi sociali seguono le norme oggettive della moralità. (es. rubare è un male, essere generosi è un bene, …)

Per avvicinarsi il più possibile a questo principio è necessario sentire dentro di sé questi comandamenti.

Una coscienza viva permette di mantenere un rapporto vivo con il Signore, consente un animo appassionato nel vivere i sentimenti.

La coscienza invincibilmente erronea non perde la sua dignità (perché le mancano le categorie) perché il luogo dell’incontro intimo di quell’individuo con Dio poco si cura di cercare la Verità, ma si accontenta di fare ciò che fa. (Parabola dei talenti)

Per la passione verso il bene, della Parola di Dio, della Verità, per la fuga dal male, CI VUOLE IMPEGNO.

Bisogna puntare all’incontro con Gesù, perché lui solo può dirmi il bene, aiutarmi a mantenere una coscienza viva che attraverso il RIMORSO mi spinge alla RICONCILIAZIONE.

Senza il rimorso la Coscienza muore perché se non c’è rimorso non c’è pentimento e se non c’è pentimento c’è LA MORTE DELLA COSCIENZA.

Una coscienza viva ci dà la gioia di sentire Gesù dentro di noi.

Più la coscienza è viva più ci si sente peccatori e questo aiuta a lottare per diventare santi.

I più grandi Santi si sono sempre considerati anche i più grandi peccatori, perché la consapevolezza del peccato conduce al desiderio del suo superamento.

Tuttavia, non c’è la consapevolezza di avere una coscienza.

Poco agire umano passa attraverso la coscienza e la questione dominante è che l’etica moderna è amorale. Così appare evidente l’importanza di

IMPORTARE LA MORALITA’ NELL’ETICA,

altrimenti il rischio è quello di fare soltanto il proprio comodo.

LA DIGNITA’ DELLA MORALE VALE PER I CRISTIANI

ma c’è anche una legge naturale morale inscritta nella coscienza che orienta al bene. (Lo stesso Aristotele riconosce che c’è un orientamento di tutte le cose al bene, anche nei pagani.)

 

 

 

Il dipin to che compare in questo post è di Gennaro Odore e s’intitola  Il drappo rosso 

http://www.gennaro-odore.it/LE_OPERE_1.html