Ciao a tutti…

In tanti mi chiedete come sto, mi fate raccomandazioni e auguri…

Grazie di cuore a tutti… Sto abbastanza bene, decisamente meglio rispetto alle aspettative…

Ho praticamente abbandonato il letto; anche se con fatica mi muovo per casa, e faccio del mio meglio per far pesare meno possibile la mia infermità…

Non posso negare che avere uno spirito battagliero, aiuta…

Ho in cantiere un sacco di progetti, di cui uno molto ambizioso già avviato… ma di questo parlerò più avanti, per non rompere l’incanto di un momento che pare magico…

State tranquilli, mi sto riprendendo alla grande…

Ho di nuovo appetito, mi sento abbastanza energica e …vogliosa di fare…

Fatte queste doverose premesse, dedicate ai miei amici più cari, a coloro che col loro affetto e i loro pensieri mi sono stati  (e mi SONO) vicini, vengo al motivo per cui scrivo questo post.

 

Ieri SONO PARTITE LE RONDINI.

Più o meno verso le tre del pomeriggio.

Qualcuno obietterà che è un evento che avviene tutti gli anni, in questa stagione.

Si, è vero.

Io ho un bel poggiolo esposto a sud su un’ampia distesa di vigneti (per la cronaca, di Teroldego Rotaliano… ) Ogni anno, le rondini che popolano questa zona scelgono un punto in cui raccogliersi e da cui partire.

E’ ogni anno un posto diverso.  Un traliccio proprio vicino a casa l’anno scorso, i cavi dell’alta tensione due anni fa;  tre anni fa su cavi elettrici di una ferrovia a scartamento ridotto che passa a poco meno di una decina di metri da casa.

Quest’anno letteralmente “animavano” un traliccio posto tra le vigne.

Impossibile ignorarle.. Fin dall’alba hanno cominciato  a radunarsi  sulla struttura metallica.

Per tutta la giornata è stato un ininterrotto garrire, concitato, frenetico.

A tratti ferme e poi via, in volo, a due, tre, come in ricognizione. Con ampi cerchi disegnati nell’aria, in uno spasmodico cercare, chiamare, gridare.

Con un loro codice di comunicazione preciso, inconfondibile.

Io ero fuori sul balcone a stendere e le guardavo. In cuor mio colpita e meravigliata di tanta ubbidienza e di tanto ordine “nell’apparente disordine”. Erano tantissime, migliaia.

Senza dubbio uno spettacolo fantastico di come le leggi della natura si svolgono malgrado noi, le nostre “conoscenze” (per non dire “incoscienze”) e le nostre “previsioni”.

Mentre le guardavo riflettevo sul fatto che, alle rondini non ci si pensa quando ci sono.

Fanno parte della nostra estate, popolano i nostri cieli per un breve arco di tempo e poi, come sono arrivate se ne vanno.

Ad un tratto, tutto intorno, si è fatto improvvisamente silenzio.

Il cielo perfettamente terso, l’aria tiepida e uno strano vuoto. Ho percepito fortemente  quella “la mancanza”.  Apparentemente niente di diverso e tuttavia sentivo quell’assenza.

Mi ha colpito quel cielo senza voli, senza grida, senza richiami.

Come un cortile senza bambini che giocano.

Un senso di “cambiamento” ineluttabile. Inarrestabile. Incontrollabile.

E poiché la mia mente, non ha bisogno di tante spinte per alzarsi, a sua volta, in volo, mi è venuto chiaro un pensiero. Di come spesso, troppo spesso,ci abituiamo alle cose, alle persone, soprattutto a quelle piacevoli. Quelle semplici, di poco conto che, senza parere, ci rendono felici.

Le diamo per scontate, come le rondini, in cielo, d’estate.

Dimentichiamo di mostrare  gratitudine per  averle, la gentilezza verso di loro. Spesso la bellezza di averle. Ci sentiamo “in diritto” di possedere qualcosa che in realtà è solo un dono.

Pensando a me  stessa mi sono resa conto di quanto sono fortunata.

Quante piccole e grandi cose ho che mi rendono felice?

Mi rendo conto di ciò che ho e faccio tutto quello che posso per tenermelo, senza aspettare che accada qualcosa che mi richiami a queste verità.

Se hai letto fino a questo punto guarda intorno a te. Chiediti, per un attimo, cosa ti rende felice.

E, se la persona (o le persone) che ti danno pensieri di felicità sono vicini a te, dì loro che li ami.

Che sono preziosi, per te. Che la tua vita, senza loro sarebbe vuota come un cielo senza rondini.

Si, l’immagine è puerile, ma dire a qualcuno che l’ami e che conta molto per te, è una cosa bella grande.

Non lasciare che venga domani senza aver detto “ti voglio bene”.

Non lasciare cieli vuoti nella tua vita.

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