Ciao a tutti i miei amici lettori.

Spero di non essermi giocata la stima e l’ammirazione di tutti voi con l’intervento di ieri.

E’ vero. L’argomento “dieta” in uno spaces come il mio suona alquanto frivolo; tuttavia, in qualche misura, un po’ tutti ne parlano, quindi mi sembrava doveroso rispolverare e riproporre all’attenzione una serie di interventi che l’anno scorso erano stati oggetto di “una seria meditazione esistenziale”.

Per rimediare, pur restando …..in tema, oggi parlerò della…. Bellezza.

 

Stamattina, mentre mi preparavo per andare al lavoro, per un attimo, lo sguardo con cui mi sono vista allo specchio è stato quello impietoso e imparziale dell’estraneo che ti vede per la prima volta.

Mi capita, ogni tanto.

Alla mente arriva, attraverso gli occhi, un’immagine che sembra, pur nella sua consuetudine, nuova.

E’ un esercizio che mi piace fare, di tanto in tanto.

Sforzarmi di guardare le cose come se non fossi io a farlo. Come se, ciò che la mia mente considera “conosciuto”, apparisse per la prima volta.

Lo faccio guardando gli ambienti della mia casa, i panorami e il luoghi che frequento nella mia vita di tutti i giorni.

Il motivo?

Spogliarli per quanto possibile dell’ovvietà, della monotonia del già noto…

Rivestirli d’immaginazione per dar loro la luce e i riflessi di una  curiosità nuova ….

Naturalmente, questo sforzo, (che non è poi così difficile) ricambia l’anima in modo incredibile…

Le montagne, le vallate, tutto ciò che appartiene alla quotidianità guardate così assumono un aspetto di novità, di fresca magia…. Incredibile.

Questo esercizio, poi, fatto in casa, è fantastico….

Ti sembra di avere la casa più bella del mondo… il tuo paradiso personale.

O mamma…. Sto partendo per la tangente…

Riprendiamo le redini del discorso… dicevo…

Che può capitare di vedersi, estraniati da se stessi, proprio come siamo in realtà. Senza il filtro di un sentimento consapevole.

Con le nostre belle rughine sulla fronte, qualche brufolino qua e là….

La pelle che non è più liscia e levigata come a 20 anni e con l’aureolina sottile ma inesorabile della “ricrescita”…. per non parlare delle due parentesi ai lati della bocca che….

E’ vero…. Adesso ci sono tanti bei sistemi per “darsi un’aggiustatina” (anche se io, ormai, ci ho rinunciato, perché per rifarmi la faccia ci vuole troppo …tempo) tuttavia, riflettevo…..

Riflettevo sul fatto che non mi sono mai sentita particolarmente carina, neppure da ragazza, e che il fatto di non essere alta neppure un metro e mezzo per molto, molto tempo è stato un peso veramente grande da portare.

Eppure a qualcuno sono piaciuta. E molto. Qualcuno che vedeva cose di me che io stessa neppure riuscivo a vedere. Che prendeva con le mani qualcosa che io non supponevo neppure esistesse.

Riflettevo su una frase di mio marito che, ieri sera, così, dopo cena, mentre rimasti soli a tavola si parlottava amabilmente mi ha detto, d’improvviso:

“Sei bellissima, ma quando sorridi…. ah quando sorridi non riesco a pensare a niente di più bello”….

Che dire? Mi sono venute le lacrime agli occhi. (Bella novità eh?)

Mio marito è un uomo gentile e buono…. non facile ai convenevoli…

Difficilmente si riesce a fargli dire quello che non vuole….

Ebbene, lui mi ha sempre fatto sentire bella. Affascinante.

Alle mie lamentele sul fatto che ero piccola rispondeva: “Meglio, così starai più comoda nel mio taschino”.

Attraverso i suoi occhi ho imparato a vedermi almeno passabile e nei momenti in cui le certezze venivano meno mi dicevo che “Lui era abbastanza bello e forte per tutti e due”.

Qualcuno si chiederà: “Chissà mai perché fa tutto questo panegirico per dire che suo marito la ama?”

E’ semplice. Molte volte, (per non dire sempre) noi abbiamo una visione unilaterale delle cose.

Non riusciamo a “girare intorno” al problema, soprattutto se il problema siamo noi.

Il nostro sguardo parte e torna su noi senza che nulla ne modifichi la percezione. O meglio. C’è qualcosa che, come una superficie riflettente “instabile”, può modificare questa percezione.

E’ il sentimento che noi proviamo verso noi stessi.

In parole semplici, i sentimenti con cui guardiamo le cose e le persone e noi stessi  ce le rende migliori o peggiori di come sono.

Una persona che ama vede solo le cose belle. Le RENDE BELLE.

Per se stesso e per gli altri e per  l’oggetto stesso.(E non è poco…)

Così l’amore per me stessa, magari “vacillante” qualche mattina, mi impedisce di vedermi bella come invece mi trova chi mi ama.

Io sono sempre la stessa, ma è lo sguardo che cambia. La LUCE.

Questo vorrei augurare a coloro che per volontà, per errore  o sotto minaccia di morte sono capitati a leggere queste pagine:

Di provare a guardarsi allo specchio, una mattina, cercando di vedere il proprio volto con una luce nuova. Poco importa se la sensazione non sarà del tutto …piacevole. Può succedere. Perché siamo umani. Fragili. E Vanitosi.

E un augurio ancora più grande. Avere accanto e intorno qualcuno colmo d’amore che veda la vostra bellezza.

Che con il suo amore la  renda unica. Irripetibile.