Ciao a tutti…

Torno a voi dopo un breve periodo ricco di forti emozioni contrastanti tra loro…

La settimana scorsa, è tornata al Padre l’anima buona di mia suocera, o come io la chiamavo sempre “Mamma Anna”.

Lo ha fatto in silenzio, nel modo quieto e tranquillo di come ha vissuto. Il giorno prima di chiudere gli occhi per sempre ha avuto un aggravamento che ha richiamato al suo capezzale tutti i suoi otto figli. Ha dato loro l’ultima possibilità di abbracciarla fingendo che non sarebbe stato un addio.

E nonostante l’età avanzata (avrebbe compiuto 93 anni a luglio) e il fisico debilitato e consunto dalla malattia è stato per tutti un colpo al cuore.

Ci si è improvvisamente resi conto che non si è mai pronti al distacco…

Che la consapevolezza della vita oltre la morte allevia appena il senso di smarrimento e di abbandono che inonda l’anima…

Anch’io ho dovuto fare un grande sforzo per arginare dentro di me quel senso di ineluttabilità e di finitezza che questa separazione mi ha lasciato.

E se non è stato difficile scrivere l’elogio funebre è stato difficilissimo leggerlo. Soffocare l’emozione per rendere onore a questa gran donna che ha, in ogni tempo della sua vita, non solo donato se stessa ma dato esempio di virtù e abnegazione, di fedeltà e amore generoso.

Cara mamma Anna….

Donna semplice di antica cultura contadina… umile e schiva, morigerata e pia…

Guardando a te e al tuo esempio ho avuto più chiara una grande verità .

Sai quale? Che Dio ama e chiama i semplici.

Che noi uomini siamo perfettamente consapevoli di essere, filosoficamente parlando, composti in un dualismo anima-corpo.

Vicendevolmente avvinghiate queste due parti si sviluppano e si accrescono.

Indipendentemente ,l’una dall’altra si evolvono.

Per entrambe la tensione ultima è volta a questo unico scopo. Evolversi.

Per la materialità del corpo questa crescita è evidente. La naturalità dell’esistenza carnale ci mostra il miracolo della vita e del suo espandersi nello spazio e nel tempo.

Ciò che è visibile agli occhi si impone continuamente alla nostra attenzione. Ne catalizza spesso tutte le energie.

Il corpo e la mente sono ciò che meglio percepiamo di noi stessi, in una sineddoche che trascura l’anima come parte integrante del tutto.

Così è facile preoccuparsi del visibile e trattare il corpo come la parte più importante di sè.

Altri invece si preoccupano di più della mente considerata, (a torto o a ragione – non discuto qui  i motiivi ) più elevata.

Ad ogni modo pare difficilissimo prestare eguale attenzione ad entrambe, contemporaneamente, queste due componenti, percepibili e concrete dell’uomo.

E poi c’è l’anima. Il soffio del divino in noi.

Invisibile e intangibile.

Che non si impone all’attenzione. Che, nonostante sia tesa ad evolversi anch’essa, non lo fa autonomamente.

L’anima pare non curarsi dell’evoluzione del corpo e della mente.

Dei suoi successi e dei suoi traguardi.

Nulla di ciò che è tangibile e concreto, o forse semplicemente ragionevole le interessa.

Ha, pur nella sua limitatezza originale, una sua infinità, una sua unicità nella moltitudine delle altre anime…

Così, la purezza d’animo, la semplicità, non contaminata dalla ragione scientifica e dalla cultura umana, l’accettazione umile che si piega alle intemperie dell’esistenza e docile si affida a Dio, se non aiutano l’anima ad evolversi, almeno non la gravano e la sprofondano negli abissi . Non le negano il ritorno al suo Alto Fattore.

Ed ecco che ,di fronte alla morte comprendi che la tragedia vera, il dolore vero, coinvolgono solo il corpo e la mente…

L’anima anela al suo Creatore…

La morte fisica non è che la porta spalancata verso l’infinito, la Luce, la Pace,la Felicità … l’Amore vero…

Ecco Mamma Anna, anche se adesso non sei più, materialmente qui,ti penso così,

accolta da coloro che amavi e che ti hanno preceduta…

Con le braccia tese verso di noi che ci esorti a far crescere la nostra anima…

Fra le braccia della Mamma Celeste che hai tanto desiderato incontrare…

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