Ciao a tutti.
Ho scritto ieri questo breve racconto.
Lo dedico con affetto a tutti coloro che colgono nella saggezza il frutto sapido di una lunga esistenza ….
Buona lettura…


L’immortalità

Racconta un’antica leggenda che in origine l’Uomo fu creato perfetto.

Giovane, forte e bellissima, questa creatura, aveva come uniche conoscenze l’esistenza del proprio Creatore e la somiglianza che la legava ad Esso.

Poi, l’Uomo era stato collocato nel Giardino dell’Eden e affiancato da una compagna, anch’essa giovane e bellissima. La coppia non mancava di nulla. Si nutriva di un frutto dolcissimo che conferiva l’immortalità, godeva di bellezza e piacere, di nettare e miele. Nulla che entrasse nelle loro menti in forma di desiderio non prendeva la consistenza della realtà.

Il vasto giardino era circondato da un’alta siepe di cipressi che rendeva l’orizzonte impenetrabile alla vista. Dopo un tempo non troppo lungo della loro permanenza in questo paradiso, l’Uomo ebbe il desiderio di andare oltre la siepe.

In fondo, non ne aveva ricevuto un esplicito divieto….

Così, una notte, certo di non essere visto, si spinse fuori dell’Eden, strisciando attraverso un varco che si era scavato in un angolo buio e riparato del giardino…

Non si rese conto del tempo che passava e quando finalmente ebbe attraversato tutta la siepe, albeggiava.

Aldilà, ciò che vide, gli tolse il fiato.

Davanti a sè il mare… e in lontananza alte montagne coperte di verde e di bianco….

E poi fiori e animali di specie e varietà incredibili..

Timoroso di essere scoperto rientrò in fretta attraverso l’apertura che aveva prodotto nella siepe, ma non così cautamente da non lasciarsi pungere dalla spina della “curiosità”…

Lentamente una smania si impossessò di lui, instillandogli un fortissimo desiderio di allontanarsi da quel Paradiso per andare alla scoperta del mondo che c’era “oltre la siepe”…

Una mattina… prodigio…

La parete di verde in cui era stato scavato il varco…. era scomparsa…

Davanti a loro, sconfinata, si stendeva la coltre marina… verdi colline, e rocce, e montagne… l’intera bellezza del pianeta azzurro si apriva ai loro occhi e al loro desiderio…

L’Uomo e la Donna spogliarono dei frutti l’albero dell’immortalità, ne riempirono un sacco di juta intessuta e si avventurarono nel mondo.

Trascorse molto tempo…

l’Uomo conobbe ed esplorò ogni profondità dell’oceano.. le più alte montagne… deserti e foreste, giungle e steppe… si avventurò fin nei cieli, che il suo cuore non percepiva più come inviolabili…

Trascorso altro tempo..

Tuttavia l’Uomo si sentiva forte… la gioventù e la bellezza gli davano il senso del divino…la sensazione di poter, adesso, finalmente, confrontarsi col suo Creatore…

Tornò con la Donna nel Giardino dell’Eden per conoscere Dio…

Forte della “somiglianza” l’Uomo pensava a un Dio giovane, bello e forte…

Si può certo immaginare il suo stupore, quando Dio apparve a lui nelle vesti di un vecchio canuto con una fluente barba bianca….con le mani rugose e l’andatura incerta…

Un sorriso di scherno gli comparve sul volto…. Più offensivo di qualsiasi parola…

Anche Dio sorrise… bonariamente…

“Figlio mio” gli disse, “hai scelto la tua via… Adesso conosci il mondo, e, visto che tanto ti piace, te ne faccio dono”.

Lo abbracciò e senz’altre parole, avvolto da una nuvola, candida come la sua veste e la sua barba…scomparve …e con Lui la verde siepe di bosso…

L’Uomo e la Donna per un attimo si guardarono e si sorrisero….

Mai avrebbero immaginato di ricevere un dono così grande e bello… l’intero pianeta… e tutto ciò che ne costituiva l’unità….

Un lampo d’orgoglio balenò nei loro occhi….

A terra, logoro e ormai vuoto era rimasto solo un sacco di juta intessuta …

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