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Ciao ai miei amici….lettori e non…

Oggi desidero parlarvi dei …fioretti…

Certamente il mio pubblico (sic!) sa già a cosa mi riferisco…

Le buone azioni quotidiane…

Ma…facciamo un passo indietro…mooolto indietro…

 Quando ero bambina, la mia mamma mi aveva insegnato la pratica dei fioretti.

Ogni giorno, una bambina brava, doveva compiere una buona azione…

Quando si è piccoli, fare i bravi è abbastanza semplice, perché i genitori ti insegnano per bene come devi comportarti…

Non rispondere male agli adulti, essere gentili e rispettosi, ubbidire …

impegnarsi nei propri doveri quotidiani… magari aiutare il prossimo…  andare a messa la domenica…

A scuola si faceva il gioco del silenzio… per autoeducarsi  alla… compostezza dei modi  e del dire…

Naturalmente, questi insegnamenti, impartiti fin dalla prima elementare ,sulla lunga distanza,  davano i  loro frutti…
Io, ancora adesso, taccio se mi dicono di farlo, rispetto la fila, ascolto prima di parlare e rispondere…senza nessuna… fatica…

Rispetto colleghi e amici, marito  e figlie , parenti ed estranei… TUTTI

e mi sento, a mia volta amata e rispettata…

Ma questa cosa “dei fioretti “ non è mai caduta nel “dimenticatoio”…

“Ogni giorno una bambina brava deve fare un fioretto”…

Anche piccole cose possono chiamarsi  “fioretti”…

Essere gentile con una persona un po’ antipatica, dividere la merendina… fare i compiti con diligenza anche se non ne hai voglia, aiutare la mamma nelle sue faccende domestiche…recitare  le preghierine  appena sveglia o prima di andare a letto…

Insomma, c’erano tante piccole cose da fare che, dopo averle fatte, ti davano la misura di quanto eri stata brava…

Non ultimo dare e dimostrare affetto ….

Tutto questo per dire che , crescendo, è cresciuto con me  anche il concetto di “fioretto.

Anche gli adulti possono scegliere di “profumare” le loro giornate, la loro vita, con piccoli “fiori” di bontà….

Una gentilezza a quel collega un po’ scorbutico … al vicino di casa irascibile… all’automobilista maleducato…. Un sorriso, una parola gentile… una carezza … un po’ di gratuita disponibilità.

Una bella sfida… cercare ogni giorno un piccolo gesto che ci dia la misura di quanto siamo umani…la soddisfazione  di sentirsi migliori, ma soprattutto che ci renda fieri di noi stessi…

La Quaresima è il periodo ideale per cominciare a “rivisitare”il concetto di  fioretto…  imporsi come penitenza anche un piccolo sacrificio quotidiano, che col tempo diventa, ad ogni modo , grande.

Magari rinunciare al caffè… scegliere di non indossare gioielli… dire parolacce.. cedere all’ira… Cercare, almeno per un breve periodo di tempo, uno stile di vita più sobrio e austero….  di guardare agli altri con occhi più amorevoli..

Fare più carità, ricordarsi dell’astinenza dalla carne il venerdì…(che fa bene al fegato, per giunta)..

Ognuno può scegliere la “propria penitenza” che è anche un modo di  mettere alla prova le proprie capacità di sacrificio.

Basterebbe provare per rendersi conto dell’efficacia che questa pratica  ha sulla psiche… Scegliere un mezzo, per tutti diverso, per iniziare un periodo di purificazione interiore …

E, passata la Santa Pasqua, con l’animo rinnovato e mondo, sentirsi rinforzati nelle difese contro il logorio della vita moderna..

Cercare il dialogo col proprio  Angelo…, ascoltarne i consigli …

Lasciarsi un pochino andare a pensieri rasserenanti… fare progetti  buoni … cercare dentro sé solo il meglio e buttar via cattiverie e invidie…

Come diceva una volta Alberto Manzi, NON E’ MAI TROPPO TARDI …

Re-imparare  ad amare e a voler bene in modo naturale e semplice è facile…

La cosa difficile è ammettere (anche con se stessi) che si ha torto… che si sta sbagliando…

Questo vorrebbe dire mettere in discussione anni trascorsi a fare le scelte inadatte a noi, ostinarsi in atteggiamenti… perdenti…anni di incomprensibili fallimenti…

Però c’è una cosa importantissima che è assolutamente necessario capire…

Che non c’è un solo giorno brutto del passato che non possa essere sacrificato sull’ara di un futuro migliore… ogni giorno noi possiamo ricominciare a vivere

Sedersi, fermarsi, anche per pochi attimi, guardando soltanto verso un unico obiettivo, quello che si considera il più vitale, essenziale per la vita e “cominciare a lavorarci su” per realizzarlo…

Vorrei passare a tutti questo messaggio…

Che, nell’ottica del dare-avere su cui si bilancia la nostra esistenza nulla va perduto… tutto si trasforma… s’invola o precipita all’interno dell’anima…

Ecco l’invito…

Un solo piccolo fiore, ogni giorno… per migliaia di giorni…

Riuscite a entrare con l’anima nel vostro…. giardino?

Forse la felicità che provate ha proprio quel profumo lì…