Felice Santa Pasqua a tutti. Proprio a tutti…

Alla mia famiglia(marito e figlie), alla mia mamma, ai miei ( fratello e sorelle con le rispettive famiglie….), e… ai parenti, ai miei amici… ai colleghi di lavoro, ai vicini di casa……. e anche a tutti coloro che paiono assenti dall’elenco (ma che sono ben presenti nel cuore) a conoscenti e sconosciuti….

A voi tutti che adesso, domani, in futuro, sfogliando il mio diario (pubblico) capiterete su questa pagina, desidero trasmettere tutto l’affetto e il senso di bene e di pace che la Festadel Cristo Risorto suscita dentro l’anima……

In questo periodo, che dalla domenica delle Palme, conduce allaSanta Pasquadi Resurrezione attraverso i riti e le celebrazioni della settimana santa, non sono riuscita a distogliere il pensiero dalla sofferenza immane del martirio patito da Gesù con la crocifissionequale prezzo per la salvezza del genere umano….

Una certa angoscia che mi pervade meditando proprio su questo dolore accettato e patito fino a consumarnel’estremo calice….

Calice che, più o meno colmo, ognuno di noi, in modo diverso, consuma….

In nome del dolore siamo tutti fratelli in Cristo….. ma è l’accettazione di questa sofferenza…. è il volgerla in dono a Dio che ci conduce più vicini a Lui…

Così, se il dolore ci attira a Cristo, la morte di Cristo stesso, reale, cruda, avvicina Lui a noi, nell’esperienza estrema che ogni creatura umana deve compiere.

Questo pensavo….alla quantità di dolore senza fine che si consuma ogni giorno, in ogni istante in ogni angolo del pianeta…

Il dolore che svapora nei conflitti, quello stagnante della fame e della sete… quello strisciante delle malattie…. quello sotterraneo dell’odio….quello plausibile (?) della ragion di stato… del potere e del progresso….della civilizzazione e dell’indifferenza….dell’incuria e del profitto…

Quanti, quanti “poveri cristi” saranno ancora immolati, fino alla fine del mondo?

……………………

Eppure c’è già nel crepuscolo del Venerdì Santo un fremito.

«splendevano ormai le luci del sabato» dalle finestre delle case di Gerusalemme.

Ecco la flebile fiammella di speranza di chi crede…che, quando altro non vedi che sofferenza e morte e senti insinuarsi dentro di te odio o sconforto, ci sia un’alba diversa che si spalancherà agli occhi ….

La Resurrezione di Gesù illumina questo “nuovo giorno”…..

In quell’aurora sulla strada delle tombe ci verrà incontro l’angelo e ci dirà: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui! E’ risuscitato!».E sulla strada del ritorno alle nostre case sarà allora il Risorto ad accostarsi al nostro fianco, camminando con noi, varcando le nostre soglie per essere ospitato alla nostra mensa e spezzare il pane con noi. Pregheremo, allora, anche noi con le parole di fede di un passo della più mirabile Passione secondo Matteo messa in musica e in canto da uno dei più grandi musicisti dell’umanità (*)

«Anche se il mio cuore è immerso nelle lacrime perché Gesù prende congedo da me, il suo testamento mi dà gioia: egli lascia nelle mie mani un tesoro senza prezzo, la sua carne e il suo sangue… Voglio donarti il mio cuore perché tu vi discenda, mio Salvatore! Voglio sprofondarmi in te! Se il mondo è per te troppo piccolo, allora tu solo devi essere per me più del mondo e più del cielo!».

(*)Johann Sebastian Bach, Passione secondo Matteo, BWV 244, nn. 18-19.

 

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