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Ciao ai miei amici lettori. A coloro che con molta pazienza mi hanno seguito con gli occhi e, col cuore, fino a qui.

Concludo con questo quinto intervento la “mia” lettura dell’enciclica Deus Caritas est.

E, quale conclusione più bella di un’umile preghiera alla Madonna…

Chiedere a Lei, alla più Grande dispensatrice di Amore di insegnarci a conoscere e amare Gesù, di insegnarci a diventare CAPACI DI VERO AMORE…..

Ma vi rendete conto di quanto sia fantastico? meraviglioso? bellissimo?

Presto uscite da casa, da voi stessi…. C’è fuori un mondo che vi ama…. che non desidera altro che di essere amato…..

CONCLUSIONE

Guardiamo infine ai santi, a coloro che hanno esercitato in modo esemplare la carità.

Uno dei primi che viene in mente, pensando alla carità è Martino di Tours( 397), prima soldato e poi monaco e vescovo. Lo ricordiamo come un’icona, perché mostra il valore insostituibile della testimonianza individuale della carità. (Ricordate il mantello diviso in due con la spada per darne la metà ad un povero?)

Nella storia della Chiesa ci sono moltissime testimonianze di carità che possono essere citate.

In particolare tutto il movimento monastico, fin dai suoi inizi con sant’Antonio(356) abate, esprime un ingente servizio di carità verso il prossimo.

Nel confronto con quel Dio che è Amore, il monaco avverte impellente l’esigenza di trasformarein servizio al prossimo tutta la sua vita.

Questo spiega le grandi strutture di accoglienza,di ricovero e di cura sorte accanto ai monasteri, e le ingenti iniziative di promozione umana e di formazione cristianadestinate ai poveri di cui si sono fatti carico gli Ordini monastici e mendicanti, i vari Istituti maschili e femminili, lungo tutta la storia della Chiesa.

Figure di Santi come Francesco d’Assisi, Ignazio di Loyola, Giovanni di Dio, Camillo de Lellis, Vincenzo de’ Paoli, Luisa de Marillac, Giuseppe B. Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi Orione e Teresa di Calcutta, per fare solo qualche nome, rimangono modelli insigni di carità sociale.

I santi sono i veri portatori di luce all’interno della storia, perché sono uomini e donne di fede, di speranza e di amore.

Tra i santi eccelle Maria, Madre del Signore e specchio di ogni santità.

Nel Vangelo di Luca la troviamo impegnata in un servizio di carità alla cugina Elisabetta presso la quale resta tre mesi per assisterla nella fase terminale della gravidanza.

E’ durante questo incontro che Maria esprime tutto il programma della sua vita con la frase “ L’anima mia rende grande il Signore” (Magnificat anima mea Dominum).

Non mettere se stessa al centro ma fare spazio a Dio incontrato sia nella preghiera che nel servizio al prossimo.Solo allora il mondo diventa buono.

Maria è grande perché non vuole rendere grande se stessa ma Dio.

Ella sa di contribuire alla salvezza del mondo soltanto mettendosi a piena disposizione delle iniziative di Dio.

E’ una donna di speranza.

Solo perché crede alle promesse di Dio e attende la salvezza di Israele, l’angelo può venire a lei e chiamarla al servizio decisivo, di queste promesse.

E’ una donna di fede.

Il Magnificat è interamente tessuto dei fili della Sacra Scrittura, di fili tratti dalla parola di Dio.

Ella parla e pensa con la Parola di Dio. Questo fa comprendere che i pensieri di Maria sono in sintonia con i pensieri di Dio.

Che il suo volere è un volere insieme con Dio.

Infine Maria è una donna che ama.

Lo vediamo nei suoi gesti silenziosi, nella sua delicatezza… nella sua umiltà…

L’ora della Madre arriverà soltanto nel momento della croce, che sarà anche la vera ora di Gesù…Allora, quando i discepoli saranno fuggiti, lei resterà sotto la croce e più tardi, nell’ora della Pentecoste, saranno loro a stringersi intorno a Lei nell’attesa dello Spirito Santo.

 

Un’ultima considerazione.

Alla vita dei Santi non appartiene solo la loro biografia terrena, ma anche il loro vivere ed operare in Dio dopo la morte.

Chi va verso Dio non si allontana dagli uomini ma si rende loro veramente vicino.

Per quanto riguarda Maria questo fatto è particolarmente visibile.

L’esortazione di Gesù a Giovanni, “Ecco tua madre” diventa col trascorrere delle generazioni sempre, nuovamente vera. Maria è diventata di fatto, Madre di tutti i credenti.

Tutti gli uomini, di tutti i tempi e di tutte le parti del mondo si rivolgono alla sua bontà materna, alla sua bellezza e purezza verginale nelle gioie e nelle sofferenze, nelle loro solitudini e nelle condivisione comunitaria.

E sempre sperimentano la sua bontà e il suo amore, che inesauribile, Ella riversa.

E la gratitudine dimostratale attraverso continenti e culture, sono il riconoscimento di quell’AMORE PURO CHE non cerca se stesso ma SEMPLICEMENTE VUOLE BENE.

D’altra parte, la devozione a Lei, mostra l’intuizione infallibile di come un tale amore sia possibile:

GRAZIE ALL’INTIMA UNIONE CON DIO, IN VIRTU’ DELLA QUALE, SI E’ TOTALMENTE PERVASI DA LUI,

MARIA, LA VERGINE, LA MADRE,

CI MOSTRA CHE COS’E’ L’AMORE,

DA DOVE ESSO TRAE ORIGINE,

LA SUA FORZA SEMPRE RINNOVATA.

A Lei è affidata la Chiesa, la sua missione a servizio dell’amore.

Santa Maria, Madre di Dio,

tu hai donato al mondo la vera luce,

Gesù, tuo figlio – Figlio di Dio.

Ti sei consegnata completamente

alla chiamata di Dio

e sei così diventata sorgente

della bontà che sgorga da Lui.

Mostraci Gesù. Guidaci da Lui.

Insegnaci a conoscerlo e ad amarlo,

perché possiamo anche noi

diventare capaci di vero amore

ed essere sorgenti di acqua viva

in mezzo a un mondo assetato.

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