Tag

 

Caro Babbo Natale , è davvero molto, molto tempo che non ti scrivo.

L’ultima lettera l’ho impostata per il Polo Nord pochi giorni prima del Natale del ’64. Ricordi?

Volevo tanto una sorellina, perché tutte le mie amiche ne avevano già una.

Non fu un inverno particolarmente freddo, quello,  ma la tua slitta si incagliò nei ghiacci artici, (credo).Il fratellino arrivò, l’anno dopo, a fine febbraio, in pieno carnevale.

Avevo nove anni e un privilegio raro: quello di poter giocare con un “cicciobello” vero, in carne e ossa.

Allora, giocare a fare la mamma, era MOLTO più divertente di ora. Pappe vere, pannolini veri, “sbrodolini e gridolini ” veri, proprio veri… Franco poi, era un terremoto e io non proprio … paziente…. Ne abbiamo combinate di tutti i colori insieme, mentre crescevamo… che coppia!!!

Ma… forse non sai tutto.. o si?

Ancora adesso penso che la mia mamma, da giovane,  fosse una gran giocherellona …

Non ti sembra un bel “pesce d’aprile” una simpatica sorellina nuova nuova? Bè, nella primavera del ’69 è nata Daniela. Io ero, all’epoca, già grandina, forse troppo, per giocarci. Ma ricordo che bellissima era e bellissima è rimasta (con mia grande… invidia).

Anche se può sembrare ridicolo, ora, allora bastavano tredici anni per interessarsi di diritti civili, di comizi e manifestazioni di piazza… Il Sessantotto era lì, fuori dalla porta di casa…

 Sai? ripensandoci, credo che quell’ultima letterina deve proprio averti commosso, perché non hai rinunciato a portarmi un’altra sorellina , proprio la notte di Natale del ’72,   Il mio batuffolo biondo di cui ho anche avuto la gioia  di scegliere il nome: Silvia.

Eravamo una bella famiglia, tutto sommato. Casini e preoccupazioni non sono mai mancati ma ci volevamo bene. Ce ne vogliamo ancora. Uno alla volta ci siamo sposati (anche Silvia è sulla dirittura…di partenza per una nuova vita) abbiamo creato le nostre famiglie e in modo tranquillo portiamo avanti il progetto della nostra esistenza.

Il tempo è trascorso e io ripenso sempre con molta nostalgia a quegli anni gloriosi della mia gioventù…

Il fratellino è diventato un GRANDE fanatico dell’Inter,  Daniela è la splendida mamma di un nipotino fantastico e Silvia è una pasticcera che profuma di zucchero a velo.

La mia mamma, purtroppo molto lontana, è un’adorabile “generale in pensione” (guai a me se legge una cosa del genere) chesolo ora ha deposto ago e macchina da cucire,  non si perde ne Costanzo ne la De Filippi e va matta,  per “il nipotino piccolo”.

Papà, come dicono gli alpini “è andato avanti” da molti anni ormai.

 Bè, dopo questa lunga “filippica”, arrivato a questo punto della mia lettera, te ne chiederai la ragione.Ti chiederai, giustamente, cosa desidero, come regalo per Natale.

Desidero ringraziarti.

E l’elenco delle cose per cui farlo è lunghissimo.

Grazie per la mia vita, perché non sono mai stata sola nell’affrontare gli ostacoli sul cammino.

Grazie, per i miei genitori, fratello e sorelle comprese. Per le gioie e le avversità superate insieme. Per i bei, anche se difficili, tempi vissuti insieme.

Grazie per i miei maestri, e professori… per tutti coloro che hanno guidato in ogni tempo i miei passi.

Grazie per i miei amici, per le persone conosciute di ogni età che hanno incrociato il mio cammino.

Grazie per il lavoro trovato e perso e ritrovato, per i colleghi e i superiori…

Grazie per il mio compagno, faro d’amore, sole della mia anima, che ha dato senso alla mia vita e mi ha aiutato a  crescere  innamorata. Innamorata di lui, del mondo, del bello, dell’universo.

Grazie per  mie figlie. Grazie di esserci. Ogni volta che le guardo ringrazio Dio delle opportunità poste sulla mia strada. Dell’amore dimostratomi.

Grazie di avermi concesso di poter fare qualcosa di buono, di bello, di grande. Dare loro la vita.

Grazie per questa crescita che sento viva dentro di me.

Per questo amore che vorrei dare a tutti, con tutti condividere. Grazie per la voglia di credere e fare.

Grazie di avermi collocata in questa parte del mondo, circondata da una natura fantastica, in un paese dove posso essere libera e indipendente dire e pensare quello che voglio.

Grazie per le Speranze che ancora oso nutrire dentro di me, per la Fede che mi rincuora e la Carità che mi infonde una gioia profonda.

Grazie per tutti i sentimenti nobili che ho provato e condiviso.

E, soprattutto grazie dei pentimenti e del perdono.

Grazie per la forza di risollevarmi dopo le cadute, del sorriso dopo il dolore, della fiducia dopo il tradimento.

E, anche se in fondo, grazie per aver potuto  studiare… conoscere l’arte dei grandi artisti e leggere l’anima dei grandi poeti… Grazie della storia e della matematica e della cultura tutta…

Grazie per aver ascoltato queste mie parole e avermi accolto tra le tue braccia come facevi quando ero piccola.

 Ti voglio tanto bene caro, caro, Babbo Natale e ti do un bacione proprio lì, sulla guancia destra.

P.S. Lo sai un segreto?  Io, ti ho visto davvero, una notte di Natale di tanto tempo fa…(ma questa è un’altra storia..)

Con affetto      

                                                                                              Laura

Advertisements