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Dai miei ricordi di bambina, emerge, ogni tanto, il ricordo di questa tenera filastrocca che mi richiama all’amore tenero e spassionato, generoso e disinteressato di una mamma.
Ogni bambina vorrebbe essere amata dalla sua mamma come lo è questa bambola.
In un mondo come quello odierno che ama soltanto il bello, anche se finto e artefatto, che stenta a comprendere che l’amore è l’unico sentimento che ci distingue dalle altre creature e per questo ci ha posto, come esseri umani, al di sopra di esse (perchè sapessimo amarle e rispettarle) mi piace pensare che ci sono molte persone che AMANO E SI DONANO PER AMORE.
 
 
 
La mia bambola
 
Ha un occhio sfondato
le manca un braccino
ha il cranio pelato
e rotto un piedino.
 
A che serve la mia bambolina?
Eppure è carina.
Le bacio il bocchino
sbiadito e contorto
la chiamo Angelina
tesoro, conforto.
 
E se è brutta che  fa?
Io l’amo,
ecco qua.
 E s’io fossi gobbina
oppure sciancata
la mia mammina
m’avrebbe abbandonata?
Oh no no.
Brutta o bella
sono sempre
la sua stella.
 
 
Dedicata alla piccola Teresa, buttata via dalla sua mamma, forse perchè le creava “imbarazzo”.
Peccato che la sua mamma non abbia riconosciuto in lei l’Angelo che Dio le aveva inviato.
Quest’angelo darà gioia a Qualcun’altro. Auguri di felicità.