Ciao. A me. A chi  mi vuol bene. A chi mi conosce …. e anche a chi , ancora non sa  chi sono….
Un abbraccio grande grande a tutti.
Proseguo imperterrita  nella mia lotta  alla ciccia indesiderata, fiera paladina  del ben vivere , malgrado tutto.
Con un semplice COPIA INCOLLA  rinvio alle stampe  il 2° intervento sulla dieta dimagrante che si ispira  al METODO MONTIGNAC.
Con affetto

La dieta (2)

 

 

Bene.

Se siete venuti a leggere questa pagina è perché l’argomento “dieta dimagrante” vi interessa o almeno vi incuriosisce.

Sarò sincera.

Ho deciso di parlare della dieta Montignac perché in questo periodo, alla televisione, su tutti i giornali femminile(e non solo) un po’ da tutte le parti insomma si parla di diete dimagranti (e di diete in generale) senza mai nominarla, neanche di striscio.

Non solo. Il luogo comune vuole osannata ad ogni costo la dieta mediterranea (per carità, non uccidetemi, niente di personale contro la dieta mediterranea) che a mio avviso è senz’altro buonissima e sana soprattutto se variata, ma che basta guardarsi in giro, per avere la dimostrazione che NON E’ UNA DIETA UTILE PER DIMAGRIRE.

Tutti i dietologi consigliano in generale di mangiare frutta e verdura, fare un consumo equilibrato di carboidrati e proteine limitando i grassi, fare tanto movimento e bere tanta acqua. Bè credo che questo vada bene ma CREDO ANCHE CHE SE IN GIRO PER IL MONDO DI SONO TANTI OBESI E TANTE PERSONE IN SOVRAPPESO VUOL DIRE IN QUESTI CONSIGLI  C’E’ QUALCOSA CHE NON VA.

 Vediamo cosa.

 

 

PREMESSE

 

Quando si affronta  l’idea di FARE UNA DIETA bisogna fermarsi un attimo a riflettere.

Perché lo faccio? Per vanità o per salute?E’ proprio indispensabile? Utile? Dopo, starò meglio o peggio?

E soprattutto sono ben decisa e determinata o in fondo è soltanto un gioco?

Seguire una dieta dimagrante non è una cosa da fare per gioco. La salute è importante e non va compromessa inutilmente.

Ribadisco che se una persona sta bene come sta e se ne frega della sua ciccia perché in fondo ciò che conta è come si è dentro, e si vale per quello che c’è dentro e non per quello che si vede fuori allora  questi “consigli” NON LE SERVONO.

Ma bisogna pensare anche agli altri no?

OK!  Vediamo cosa si può fare allora per far tornare il sorriso a chi l’ha perso per qualche chiletto in più.

 

 

PER INIZIARE

 

Prima di tutto, accingendosi a fare una dieta bisogna ADOTTARE UNA STRATEGIA.

Pianificare, impegnarsi, scegliere il momento giusto.

Compiere, come dire, dei preliminari. Partire con il piede giusto è già un mezzo successo.

1)      Scegliere il momento giusto. E’ molto importante, per la riuscita di una dieta scegliere il momento in cui farla. Tenere presente che per  abituare l’organismo al nuovo regime alimentare  e vedere dei risultati apprezzabili occorrono almeno 2-3 settimane. Io credo che il periodo delle vacanze e delle ferie aiuti moltissimo, perché si è molto più liberi                                  da pensieri e dalle preoccupazioni; meglio anche evitare feste, compleanni  ecc. che potrebbero distrarre e indurre all’insuccesso.

2)      Pianificare. Una volta deciso il periodo in cui fare la dieta  e stabilito il peso da raggiungere (meglio non fantasticare inutilmente di perdere 7 Kg in 7 giorni ) attuare una serie di piccoli accorgimenti che aiutano nell’impresa. (Farsi ad esempio aiutare dai familiari. Parlare della dieta appena incominciata con amici e colleghi come una dichiarazione pubblica inequivocabile che esprima impegno assoluto e riscuota interesse e rispetto, auto incoraggiarsi. Può essere utile rispolverare una vecchia gonna un po’ stretta, una maglietta che piace moltissimo e un po’ troppo attillata… come termine di paragone tra il passato e il traguardo che si vuole raggiungere. Anche una vecchia fotografia ..di dieci chili fa…Il tutto condito con una buona dose di umorismo che aiuta a tenersi su di morale quando si sta facendo qualcosa di DIFFICILE.

3)      Impegnarsi. Seguire una dieta non è facile. Lo sanno bene tutti coloro che ci hanno provato più volte senza ottenere i risultati sperati o che dopo essere dimagriti sono tornati della stessa stazza di prima se non peggio.La dieta di Montignac non è particolarmente restrittiva, ma dato che si basa su criteri scientifici o la SI ACCETTA E SI SEGUE o i risultati non vengono.

 

Io sono un soggetto difficile, quindi penso che se ha funzionato su di me può FUNZIONARE ANCHE PER ALTRI.

 

E adesso, dopo tutte queste chiacchiere, veniamo al dunque.

 

 

Innanzi tutto la dieta Montignac non è una dieta dissociata.

I PRINCIPI ATTIVI DEL METODO SONO IN QUALCHE MODO RIPROPOSTI IN RELAZIONE AI LORO FONDAMENTI REALI.

 

Il metodo Montignac  è un insieme di raccomandazioni nutrizionali che consentono, rispettando gli equilibri alimentari, di scegliere, seguendo la propria preferenza in ogni categoria, dei cibi i cui differenti effetti metabolici prevengono l’aumento di peso  e i rischi cardiovascolari.

In parole più semplici questo porterà a mangiare in maniera DIVERSA.

 

L’applicazione pratica di questi principi avviene su due livelli:

1)      la scelta dei glucidi basata sulla nozione di INDICE GLICEMICO.

2)      la scelta dei grassi  in funzione dei loro benefici effetti per la protezione dei rischi cardiovascolari  e ma anche in funzione dei loro effetti indiretto sul controllo del peso.

 

Non mi dilungo sulle spiegazioni scientifiche tecniche ma cerco di spiegare brevemente l’originalità che sta alla base de metodo.

 

In sostanza i ragionamento è questo.

Tutti gli alimenti introdotti nell’organismo conducono ad una RISULTANTE GLICEMICA, (vedremo più avanti di cosa si tratta).

Il metodo Montignac prevede 2 FASI.

La 2^ fase  (o di mantenimento) prevede di raggiungere una RISULTANTE GLICEMICA MEDIA e serve a prevenire l’aumento di peso, mentre la 1^ fase è indicata per ottenere una perdita di peso rapida e sostanziale. In questa 1^ fase che è quella che interssa noi, sarà necessario che i glucidi consumati siano scelti tra quelli con INDICE GLICEMICO INFERIORE O UGUALE A 35.

 

Naturalmente la 1^ fase ha regole più strette ed è quindi compresa più facilmente, ma si può facilmente passare dalla 1^ alla 2^ . Non bisogna dimenticare che in fase 1 si dimagrisce (quindi dura relativamente poco)  mentre in fase 2 ci si vive (se lo si vuole).

 

Prima di “tuffarmi” nel Metodo Montignac  vorrei aggiungere ancora un paio di cosette, la conoscenza delle quali può aiutare meglio ad affrontare la dieta.

La prima di queste “cosette” è che LA NOSTRA MENTE HA MEMORIA STORICA.

Cosa vuol dire? Vuol dire che la nostra mente ricorda benissimo gusti e sapori che le danno piacere, quindi li sollecita al nostro ricordo e al desiderio.

(Quando siamo stanchi o depressi cerchiamo caramelle o cioccolatini quando siamo stanchi ed affamati cerchiamo pane o biscotti o  pasta- quindi zuccheri sia semplici che complessi)

Però c’è anche da dire che è una memoria corta, perché 2- 3 settimane possono bastare a modificarla; cioè ad esempio  togliere volontariamente un alimento dall’alimentazione consueta per questo periodo ne riduce inspiegabilmente il desiderio.

Provare per credere.

 

La seconda è che per avere successo, una dieta deve essere facile, gustosa, ma soprattutto VOLUTA.

Nessuno può costringerci a dimagrire. A digiunare. A mangiare schifezze improponibili col fine ultimo di essere o sembrare più magre.

 

Quindi la dieta, fatela solo se siete a posto con voi stesse, in sintonia col mondo, con l’unico scopo di stare fisicamente meglio, più agili e scattanti o semplicemente più leggere e in forma.

 

Un’ultima cosa prima di partire col metodo.

 

Il metodo Montignac NON SI BASA SUL CALCOLO DELLE CALORIE quindi rispetto alle alle altre        NON HA UNA FORMULA IPOCALORICA.

 

Non starò qui a spiegare cosa significa la rivoluzione copernicana di questo concetto: Chi è interessato potrà leggersi il libro dalle pagine 29  a 38.

 

A presto.

Annunci