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Considerazioni estemporanee

Cinquant’anni è sempre un bel traguardo.

Fa meno paura di “mezzo secolo”, ma richiama ad una certa “considerazione”.

Da un bel po’ di tempo sei maggiorenne, puoi votare, hai preso la patente e ti sei diplomato. Potresti essere deputato da almeno la metà degli anni e saresti un senatore“giovane”.

A quest’età sei grande abbastanza per fare quello che vorresti e pensare quello che vuoi.

Io, di questi 50, ne ho passati quasi trenta da single, 25 lavorando, 21 da moglie e mamma.

Gli anni trascorsi come laureanda poi, non li ricordo neanche più e tutto sommato, a suo tempo, sono stata una brava figlia. Bè, figlia lo sono ancora, ma da molto, molto tempo non ubbidisco più.

Se mi guardo indietro, (ringrazio il cielo di non vederci bene e non vedere tutto), posso dire che sono stata molto, molto fortunata, perché in tutti questi anni, non mi è mai mancato l’amore.

Anche quando pareva eclissarsi l’amore era sempre lì, da qualche parte, a vegliare su di me.

Anche quando pareva un amore piccolo e indifeso, un po’ scontroso e irascibile, lui era lì.

Tra le braccia di una mamma sempre troppo indaffarata, o alle spalle di un papà spesso assente o in compagnia di fratellino e sorelline troppo piccoli per essere più complici che compagni.

 

Ho amato molto nella mia vita anche se non sempre sono stata ricambiata e due uomini in particolare hanno segnato la mia esistenza.

Entrambi mi hanno dato qualcosa di meraviglioso.

Il primo mi ha donato l’amore indimenticabile.

Il secondo la sua vita.

 

Ecco. Se guardo dentro di me riesco proprio a vederlo quellago del mio cuore dove coloro che ho amato ed amo nuotano beati, si abbronzano al sole del mio pensiero d’amore e riposano sulle rive dorate del mio ricordo.

E al pensiero, la spiaggia si affolla di visi che credevo perduti dalla memoria, riascolto la colonna sonora della mia vita, assaporo tutti i profumi della giovinezza, rivedo scaglie di mare accecanti e sensazioni acerbe fiorire.

 

Grazie Dio.

Grazie per tutto l’amore che ho dato e avuto.

Grazie per tutto quello che ho visto e anche per tutto quello che non ho visto.

Grazie per avermi dato questa vita.

La mia vita. Con le sue gioie e le sue angosce, le sue lacrime e le sue risa.

E malgrado le mie continue lamentele, le arrabbiature,i crolli e le frane sono sempre qui, inossidabile, caparbia. Testarda nel credere che l’amore è la medicina di tutti i mali, il velo di tutti i dolori, il cuscino per tutte le cadute.

Grazie Dio. Per avermi dato la capacità d’amare e aver messo al mio fianco un angelo dagli occhi verdi che mi ha aiutato a vederlo e a goderlo, l’Amore. A condividerlo.

 

Grazie a coloro che ho vicino, a quelli che mi amano da lontano, in questo e nell’Altro Mondo.

Grazie, perché ogni giorno è nuovo, anche nelle consuetudini.

E’ prezioso nella sua ordinarietà unica.

Ogni giorno ha la sua luce, il suo vento, il suo profumo.

Ogni giorno è un dono unico, prezioso. Esaltante.

E’ un ottimo motivo per uscire di casa e vivere.

 

 

Come dice il saggio:

“Se non puoi avere ciò che ami, AMA CIO’ CHE HAI”